Il Tirreno

Versilia

L'impianto a biomasse di Sea risorse non convince

L’impianto di raccolta di Sea risorse al Comparini
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L’impianto di raccolta di Sea risorse al Comparini

Il Pd di Bicchio: sospendere il progetto. Contrari anche Lazzerini (Federazione della sinistra) ed i grillini

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 VIAREGGIO. L'impianto a biomasse che dir si voglia, annunciato da Sea risorse a Bicchio, non convince. Contrario è il circolo Pd del quartiere che chiede «la sospensione del progetto». Mentre Isaliana Lazzerini, presidente della commissione ambiente della Provincia, assicura: «Vigileremo».  «La commissione ambiente non si presterà al gioco di società che magari vorrebbero solamente lucrare piuttosto che rispettare l'ambiente e la salute pubblica», assicura Lazzerini che è anche consigliera comunale a Viareggio.  Il co-generatore - scrive invece il ciroclo Pd Varignano-Bicchio, con il coordinatore Alessandro Nasini - verrebbe posto «al centro di tre grossi nuclei densamente abitati: Varignano, Bicchio, Cotone, ex Campo d'Aviazione. Permanendo dubbi fondati sul carico delle emissioni in atmosfera che aumenterbbero i livelli già alti della zona di collocazione, in un'ottica di prevenzione il circolo chiede la sospensione del progetto».  Tra i dubbi della consigliera Lazzerini anche la domanda rivolta al sindaco Lunardini: «Ha dichiarato dove reperità le 15mila tonnellate di legname da bruciare nell'impianto, tenendo conto che gli alberi abbattuti a causa di maltempo o per una necessaria deforestazione dovranno essere utilizzati prima dall'industria per la produzione di tavolati e manufatti vari?». Il rischio è che l'impianto di Sea risorse finisca per bruciare legno verniciato o impregnato di coloranti o protettivi. Con relativi rischi nelle emissioni.  Sulla questione interviene anche il Movimento cinque stelle (Grilli versiliesi»: «Egregio sindaco - si legge in un comunicato - non era lei che durante la campagna elettorale disse "farò di Bicchio un giadino"? O forse ci sta pensando ed ha provevduto intanto a fornire il barbecue?». Fuori dalle battute il Movimento sottolinea un apsetto fondamentale della questione: «È possibile che un'azienda pubblico/privata possa presentare il progetto per l'impianto di incenerimento di 15mila tonnellate l'anno il 23 giugno 2011, e dopo pochissimo tempo avere tutte le necessarie autorizzazioni per la messa in opera?».  I grillini raccontano cosa accade a chi ha fatto la stessa scelta: «I costi sono alti e gli stessi utenti teleriscaldati cominciano a lamentarsi per i continui aumenti delle tariffe, come sta accadendo a Bolzano. Entro pochi anno la provincia di Lucca e quelle limitrofe saranno invase da questi impianti e tutti i gestori giurano di trovare centinania di migliaia di tonnellate di legna vergine a "filiera corta". Ma tutto questo è reale pensando di non disboscare e di utilizzare solo sfalci di potatura?». D.F.

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