Il Tirreno

Versilia

Il caso. «Se siamo a questo punto è perché non riusciamo ad avere risposte dall’amministrazione»

Esposto Pd alla Corte dei Conti

Donatella Francesconi
I banchi dell’opposizione in consiglio comunale
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I banchi dell’opposizione in consiglio comunale

La denuncia: un possibile debito fuori bilancio di 2 milioni

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 VIAREGGIO. Esposto alla Corte dei conti «per segnalare gravi irregolarità nella gestione finanziaria del Comune». Lo presenta il Partito democratico, a firma "Il gruppo consiliare". Quattro i punti sui quali si richiede l'intervento dell'autorità proposta al controllo dei conti pubblici e alle relative sanzioni. «Nel consiglio di questa sera - spiega il capogruppo Antonio Batistini - ci verrà detto che è tutto in equilibrio. Ed invece ci sono altri debiti fuori bilancio». Questa volta a possibile carico del settore ambiente, nelle mani dell'assessore Pastechi.  Alla domanda sui motivi dell'esposto alla Corte dei conti, risponde il segretario comunale del Pd, Glauco Dal Pino: «Il sindaco Lunardini un'idea di come vuole Viareggio non ce l'ha. Ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. L'azione che andiamo ad intraprendere resterà a dimostrazione dell'azione che come opposizione abbiamo intrapreso rispetto ai conti dell'Ente».  «Risulterebbe dagli atti - si legge nell'esposto - che nel 2010 si sia manifestata una voce di debito fuori bilancio: circa 2 milioni di euro nel settore ambiente relativamente alla cosiddetta "giusta tariffa" per lo smaltimento dei rifiuti». Cifra che l'amministrazione - è l'accusa - «oggi intenderebbe ammortizzare negli strumenti di pianificazione e programmazione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, splamandola tra i costi di gestione del servizio e dunque ponendolo a carico della collettività anzinchè direttamente dell'erario comunale». Il Pd parla di «gravi irregolarità sia in fase di redazione che in fase di approvazione del bilancio».  Gli altri quesiti posti riguardano la mancata presentazione, da parte della Viareggio Patrimonio, del Piano operativo aziendale 2011; la mancata apertura delle pescherie assegnate al Piazzone che porterebbero nelle casse comunale 2.400 euro al mese; i 60mila euro rimessi dalla tardiva assegnazione delle spiagge comunali.  «Se siamo arrivati all'esposto - spiega il consigliere comunale Franco Paterni - è perché la politica non riesce ad avere più risposte. Abbiamo di fronte ogni giorno, nella nostra azione quotidiana, un muro di gomma».

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