Sicurezza
Linvestimento. La Fondazione Opera acquista la macchina di General Electric con una spesa di 300 mila euro
Una nuova mammografia al San Camillo
Luca Centini
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Il direttore Thomas Schael e (in alto) il San Camillo Firmata la convenzione con Asl: dieci esami al giorno nella casa di cura di Forte
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FORTE. E' costata 300mila euro. La casa di cura San Camillo la utilizzerà per almeno dieci pazienti al giorno, come stabilito dalla convenzione ad hoc stipulata con Asl 12 che, per il primo anno di attività, verserà 20mila euro nelle casse della Fondazione Opera San Camillo. E' questo, in cifre, l'investimento per la nuova attività di mammografia, inauguarata ieri nel presidio ospedaliero privato, gestito dalla fondazione ecclesiastica. «La mammografia? E' solo un passo di un più ampio progetto di espansione», ha detto Thomas Schael, da luglio direttore della casa di cura di Forte dei Marmi durante la presentazione della nuova apparecchiatura acquistata da General Electric. E i fatti sembrano dar ragione al direttore. Ieri è stata inauguarata, alla presenza del sindaco Umberto Buratti e del direttore Asl 12 Giancarlo Sassoli, la nuova macchina per la mammografia. E lunedì sarà la volta della nuova apparecchiatura per gli esami di endoscopia. Anche in questo caso l'investimento è di tutto rispetto: 400mila euro. Niente male, insomma, per un piccolo ospedale che, secondo quanto conferma Schael «non è in concorrenza con Asl e con il Versilia, ma è complementare». La nuova macchina è stata installata al piano terra della casa di cura San Camillo. «Si tratta di un apparecchio di alta gamma - spiega il direttore Schael - tarato per compiere anche quattro esami all'ora, è dotato di tecnologia digitale ad alta definizione. In poche parole abbiamo acquistato il meglio che c'è sul mercato». Asl ha firmato una convenzione con la Fondazione Opera San Camillo. Circa dieci pazienti al giorno eseguiranno esami di screening nella casa di cura di Forte dei Marmi, in cambio di un finanziamento da 20mila euro per il primo anno di attività. «Siamo una fondazione ecclesiastica - dice Schael - l'obiettivo è assorbire progressivamente gli investimenti per ottenere il pareggio di bilancio». Asl - riversando parte degli esami diagnostici sul San Camillo - conta di ridurre i tempi di attesa. In questi mesi sono diversi i pazienti che si sono lamentati per le liste lunghissime per gli esami ordinari. «Il problema c'è - ammette il direttore Asl 12 Giancarlo Sassoli - per gli esami non urgenti l'attesa è di alcuni mesi». Poi, una curiosità. «La percentuale di donne che si sottopongono a screening - dice il direttore Asl - è, a Forte dei Marmi, più bassa che negli altri Comuni della Versilia. Con la nuova macchina contiamo di alzare l'asticella». Nel presidio di San Camillo saranno effettuati gli esami di screening gratuiti e, su richiesta, quelli a pagamento (la tariffa è di 45 euro, stabilita dalla Regione Toscana). Ma l'espansione del San Camillo non potrà, alla lunga, creare un problema di concorrenza per l'ospedale Versilia?. La domanda è lecita, vista la fase delicata della sanità pubblica. Le risorse scarseggiano e, in questi giorni, la Regione sta discutendo con i medici specialisti l'aumento delle prestazioni a pagamento in ospedale (il prezzo delle visite specialistiche effettuate dai liberi professionisti in intramoenia). Fattori che rischiano di indebolire il pubblico, rendendo fin troppo competitivi i privati. «Escludo che si creino problemi di concorrenza con strutture come il San Camillo - ribatte Sassoli - parliamo di un ospedale particolare, che collabora con Asl da anni per qualificare l'offerta sanitaria complessiva».
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