Il Tirreno

Versilia

Il caso. La consegna simbolica, in Municipio, delle chiavi della Marina di Torre del Lago

«Servono controlli e arresti»

Donatella Francesconi
Le chiavi della Marina appese sull’ingresso del Comune
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Le chiavi della Marina appese sull’ingresso del Comune

Locali chiusi: l'intervento del presidente della Regione, Rossi

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 TORRE DEL LAGO. «Le informazioni raccolte farebbero rietenere che nell'area di Torre del Lago sia attecchita un'attività illegale che vede protagonisti immigrati e mafia per il controllo sia dello spaccio che dell'abusivismo. Quindi, se si commettono reati, si intensifichino controlli e attività repressiva, si individuino i responsabili e poi si proceda con l'arresto. Come previsto per legge». Per fare tutto questo, spiega il presidente della Regione, Enrico Rossi, «non è necessario un Centro di identificazione ed espulsione come chiede il sindaco Lunardini». Tra l'altro, ricorda Rossi, «non è la Regione che può decidere di aprire un tale Centro. Può farlo solo il ministero dell'Interno».  Il giorno dopo l'aggressione alla troupe di ReteVersilia a locali chiusi dall'ordinanza del Questore, i titolari delle attività commerciali della Marina "friendly" hanno simbolicamente consegnato in Municipio un mazzo di chiavi in legno, colorate e arricchite con gli slogan degli striscioni comparsi sulla Marina in questi giorni. «Avremmo volentieri contribuito - spiega Regina Satariano, presidente del Consorzio Friendly Versilia - a facilitare, con la chiusura anticipata alle due, possibili operazioni di polizia a viale Europa meno affollato. Dobbiamo constatare, purtroppo, che l'unico elemento di novità sono i locali serrati. Il resto, e quanto accaduto alla troupe di ReteVersilia lo dimostra, è rimasto immutato».  Sulla questione interviene nuovamente la senatrice del Pd, Manuela Granaiola, che già nei giorni scorsi si era opposta ai provvedimenti di Prefettura e Questura: «Abbandonare zone della città alla disponibilità della piccola e grande deliquenza è un errore strategico. Non esiste nesso di "causa ed effetto" (come scritto nell'ordinanza del Questore, ndr) tra attività dei locali e delinquenza: casomai è esattamente il contrario». Granaiola, nell'esprimere solidarietà alla troupe di ReteVersilia, si impegna a coinvolgere i parlamentari locali nella richiesta di maggiori organici per polizia e carabinieri.  L'unico, tra gli enti pubblici, che non si è fatto sentire in questa vicenda è la Provincia del presidente Stefano Baccelli. Al quale, dai banchi dell'opposizione, il vice presidente del consiglio provinciale Daniele Lazzereschi chiede «un incontro sulla crisi del turismo gay denunciata dai fondatori del Consorzio Friendly Versilia. La Provincia dovrebbe predisporre - è la proposta - un tavolo di coordinamento invitando tutti gli enti preposti e interessati affinché gli annosi problemi della Marina possano trovare soluzione la prossima estate».  Ci si è mai chiesti - è il contributo dei Carc (Partito dei Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo) - «chi c'è a capo dell'organizzazione di spacciatori che si scannano nel fine settimana a Torre del Lago, chi sono i pesci grossi che fanno arrivare gli ingenti quantitiativi di droga, da chi vengono protetti? Lunardini prevede un Cie anche per loro?».

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