Il dolore
Il giudice di pace rischia di sparire dalla città
Matteo Tuccini
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A RISCHIO. Il tribunale dove ci sono gli uffici del giudice di pace La manovra del Governo prevede quest'ufficio solo nei capoluoghi
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VIAREGGIO. Giudice di pace addio. Nella manovra economica del Governo che taglia qua e là le sedi statali ritenute inutili, è previsto che anche questo ufficio - riferimento prezioso per tutta una serie di contenziosi civili e penali - debba trovarsi solo nelle città capoluogo di provincia. Insomma: contrariamente a quanto previsto in un primo momento - sembrava che la Versilia dovesse registrare un accorpamento tra gli uffici di Pietrasanta e Viareggio - Lucca risucchierà tutti i procedimenti e i relativi fascicoli. L'allarme lo danno i dipendenti dell'ufficio, che rischia di fare la fine del tribunale - notizia che abbiamo dato alcune settimane fa - con cui condivide la sede di via Bixio. La prospettiva non è delle migliori: la città potrebbe perdere in un colpo solo tutti i punti di riferimento dell'attività giudiziaria, con i procedimenti inghiottiti da Lucca e un conseguente, ovvio, allungamento dei tempi per qualsiasi vicenda. Per quanto riguarda il giudice di pace, ad esempio, le conseguenze per i cittadini sono presto dette: i ricorsi contro le multe - di gran lunga la pratica più comune - saranno resi ancora più difficili. Già oggi, i costi per il ricorso scoraggiano molte persone: se ci aggiungiamo anche il doversi recare a Lucca, la conclusione è presto tratta. «Nel nostro ufficio - spiega Franca Dumaro, una dei 9 dipendenti - ci sono 40 udienze civili e 6 penali al mese, con 5 giudici a rotazione. E per capire qual è la nostra mole di lavoro basti pensare che abbiamo 450 fascicoli pendenti al penale». Si tratta, in prevalenza, di vicende di lesioni seguenti a incidenti stradali e di casi di diffamazione, calunnie o ingiurie. Tutte questioni che, appunto, rischiano di finire nel calderone del tribunale lucchese. «Anche per noi dipendenti la prospettiva di un taglio della sede rappresenta un problema - dice Dumaro - se dovessimo lasciare Viareggio dovremmo trasferirci a Lucca, per metà al tribunale e per metà al giudice di pace. Questo rappresenta un problema logistico per la maggior parte di noi». La palla, ora, è al Parlamento che dovrà decidere o no sugli eventuali tagli: ci sono 2 mesi di tempo.
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