Il Tirreno

Versilia

Carnevale, terremoto a Palazzo delle Muse

Claudio Vecoli
<b>VICE PRESIDENTE.</b> Renzo Pieraccini
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VICE PRESIDENTE. Renzo Pieraccini

Si dimette Marsili (Provincia). E Lunardini vuole la testa dei tre ribelli

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 VIAREGGIO. Il giorno della resa dei conti si avvicina. Giovedì sera è infatti convocato il consiglio di indirizzo della Fondazione Carnevale che dovrà discutere (e votare) sulla sfiducia al vicepresidente Renzo Pieraccini. Una mozione - quella in cui si chiedono le dimissioni di Pieraccini e che sarà votata a scrutinio segreto - che è stata sottoscritta da sette consiglieri su quindici: quattro che fanno riferimento all'opposizione di centrosinistra (Battista Ceragioli, Roberto Veronesi, Paola Francesconi e Sauro Maggini) ma anche tre espressione della maggioranza di centrodestra che appoggia Lunardini (Guido Gemmi, Iolanda Sarzi ed Emanuela Corfini).  Dimissioni presentate... La vigilia della seduta-verità di giovedì è stata intanto animata dalla lettera di dimissioni di Massimo Marsili, componente del consiglio di indirizzo in quota alla Provincia di Lucca. Marsili ha giustificato la sua decisione legandola a motivi personali, ma non è escluso che il clima sempre più avvelenato che si respira a Palazzo delle Muse possa aver inciso sulla sua decisione. I membri del «parlamentino» di Palazzo delle Muse scendono così da 15 a 14, con i sette firmatari della mozione di sfiducia che a questo punto rappresentano il 50 per cento esatto del consiglio.  ...e dimissioni in arrivo. Ma altre dimissioni potrebbero essere in arrivo nelle prossime ore. Per salvare Renzo Pieraccini dalla sfiducia del consiglio, il sindaco Lunardini potrebbe a sua volta sfiduciare i tre «frondisti» della maggioranza che hanno sottoscritto la mozione - Guido Gemmi, Iolanda Sarzi ed Emanuela Corfini - costringendoli così alle dimissioni. A ieri nessun passo formale da parte del primo cittadino pare sia stato compiuto, ma nel suo enturage si dà l'ipotesi per molto probabile. Un diktat, quello di Lunardini, che salverebbe la Fondazione Carnevale da una grave crisi istituzionale (la sfiducia a Renzo Pieraccini difficilmente potrebbe non essere letta come bocciatura anche alla presidenza Santini), ma che aprirebbe una frattura difficilmente sanabile all'interno della maggioranza e, contemporaneamente, con l'Udc che la sostiene (e di cui Guido Gemmi fa parte).  Tempi ristretti. Se il sindaco vorrà rimuovere i tre «ribelli» e sostituirli con consiglieri più ligi alla linea di partito, però, dovrà fare in fretta. Giovedì - giorno del consiglio di indirizzo - è ormai alle porte. E la procedura formale per dimissioni e surroga dei tre consiglieri richiede una serie di passaggi che richiedono dei tempi tecnici che cominciano ad essere sempre più stretti. E se Lunardini non riuscisse a disinnescare la «bomba ad orologeria» perché il count-down è ormai arrivato troppo vicino allo zero, allora la deflagrazione potrebbe avere ripercussioni anche sulla sua giunta, visto che la sfiducia a Pieraccini potrebbe comportare anche le sue dimissioni dal consiglio comunale dove era entrato con i voti di «Vivere Viareggio» (la lista che faceva capo a Benincasa), lasciando il proprio seggio a Nino Sergiampietri che difficilmente darebbe il proprio appoggio a Lunardini.

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