Sicurezza
Schiaffi e pugni alla troupe tv sulla Marina
Donatella Francesconi
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LOCALI CHIUSI. A destra, cartelli di protesta al MamaMia Sotto, Gabriele Altemura il cronista aggredito Feriti cronista e cameraman che stavano documentando la notte con i locali chiusi
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TORRE DEL LAGO. La musica è finita, gli amici se ne vanno... ma gli spacciatori restano. Indisturbati e più aggressivi del solito. Pronti a mettere le mani addosso a chi, telecamera in mano, si presenta sulla Marina dei locali chiusi dal questore per girare qualche immagine e raccogliere qualche commento. È quanto accaduto sabato notte a Gabriele Altemura, volto del tg di ReteVersilia, emittente per cui segue soprattutto la cronaca nera. Accompagnato da un giovane cameraman, Altemura è arrivato all'una di notte sulla Marina dove era aperto solo il "Buddy", con il vincolo di chiusura alle due, come disposto dal prefetto e dall'ordinanza del sindaco. «L'intenzione era quella di realizzare un servizio sul viale Europa quasi deserto, con i principali locali impegnati nelle serate organizzate nelle discoteche della Versilia nord. Qualche immagine, qualche battuta a chi comunque aveva scelto la Marina torrelaghese». Mentre il cameraman inizia le riprese e Altemura legge gli striscioni che tutti i locali chiusi hanno apposto sull'ingresso già da venerdì sera, ad un certo punto la situazione cambia improvvisamente: «Ho visto con la coda dell'occhio - racconta Altemura - che l'operatore veniva aggredito, dopo uno scambio di battute con uno straniero che ho subito riconosciuto come "Tyson", questo il suo soprannome, già coinvolto nel ferimento delle quattro persone - lui compreso - che ha dato il via alla chiusura anticipata dei locali e ai quidici giorni di stop per Mama Mia e Stupida». Entrambi i locali, nell'ordinanza firmata dal questore, vengono considerati in «rapporto di causa-effetto» tra l'attività svolta e la deliquenza sulla Marina. «Ho appena fatto in tempo ad afferrare la telecamera dalle mani dell'operatore - continua Altemura - che mi sono ritrovato circondato. Ho contato almeno sette persone, prima di ritrovarmi sotto i colpi di schiaffi e botte, conditi con ripetute minacce di morte». Oltre ad Altemura, il gruppo di cittadini stranieri si accanisce anche contro il giovanissimo cameraman: «Continuavo a tenere la testa bassa, cercando di parare i colpi - prosegue il racconto del cronista - ma anche di prevenire il non impossibile spuntare di un coltello». Ad un certo punto, in mezzo all'aggressione, Tyson «riesce ad impossessarsi della telecamera». Che viene buttata per terra «e poi tutti iniziano a ballare sopra i pezzi dell'attrezzatura distrutta». Una scena da territorio di guerra. Altemura riesce a chiamare il 113 ma sulla Marina c'è già una pattuglia dei carabinieri di Torre del Lago: «È bastato un cenno - ricorda il cronista -: si sono avvicinati e non senza difficoltà sono riusciti ad arrestare Tyson e metterlo in auto». L'uomo, che all'anagrafe risulta essere Kader Abdel Zaoui, cittadino tunisino, 37 anni, è sttao poi operato perché aveva ingerito un accendino. L'uomo ha una prognosi di una settimana, mentre Altemura ed il proprio cameramen hanno ciascuno un referto di cinque giorni. «La criminalità organizzata - commenta il cronista - ha stabilito una sorta di dittatura che vuole porre fine alla libertà di stampa, oltre che a quella di divertimento. Mi auguro che quanto accaduto a me e all'operatore di ReteVersilia possa servire davvero per un cambio di rotta». Magari diverso da quello già messo in atto dall'esercito di spacciatori che tiene in scacco la città: sul Vialone, in Darsena, proprio sabato sera si è registrata la prima rissa tra spacciatori. E dal mercato di piazza Cavour continuano ad arrivare le segnalazioni dei residenti: sotto le logge, la notte, si acquista droga a cielo aperto.
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