Gioco
"Club gay fondamentali per la Toscana, ma serve il dialogo bipartisan"
L'ha detto stamani riferendosi ai ripetuti episodi di violenza nella Marina di Torre del Lago, dove sono state stabilite restrizioni per la durata di apertura dei locali notturni e la chiusura temporanea di alcuni dei punti di riferimento della movida gay, tra cui lo storico MamaMia
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TORRE DEL LAGO. I locali gay di Torre di Marina di Torre del Lago «per la Toscana tutta rappresentano un segmento fondamentale: è importante che si riesca a parlare dell'attuale situazione che li riguarda e delle valenze che questi locali rivestono; è importante trovare il modo per riuscire a convivere tutti». Lo ha detto stamani l'assessore alla cultura della Regione Toscana, Cristina Scaletti, rispondendo ai giornalisti che le chiedevano un commento su quanto sta avvenendo sul litorale versiliese, dove a seguito di episodi di violenza sono state stabilite dal Comune di Viareggio restrizioni per la durata di apertura dei locali notturni e dalla Prefettura di Lucca la chiusura temporanea di alcuni dei punti di riferimento della movida gay, tra cui lo storico MamaMia.
Decisioni che hanno fatto infuriare i gestori degli spazi lgbt, spingendoli a dichiarare di «essere pronti a trasferire le attività altrove». «Dieci giorni fa avevo indetto una riunione tra enti locali, Prefettura di Lucca e Consorzio Gay Friendly per il 30 settembre, in modo da cercare di arrivare ad una mediazione e ad una soluzione condivisa da tutti - ha ricordato Scaletti - ma la situazione, purtroppo, si sta complicando: sono in gioco fattori fondamentali, da una parte un segmento turistico di straordinaria importanza, che richiama la vocazione verso i diritti civili, dall'altra questioni di ordine pubblicò».
Per l'assessore, «l'unica via possibile» è e resta però quella di «mettersi intorno a un tavolo e discutere: ci sono principi da difendere - ha detto - e con il dialogo forse si riesce ad arrivare dove finora non siamo riusciti».
Decisioni che hanno fatto infuriare i gestori degli spazi lgbt, spingendoli a dichiarare di «essere pronti a trasferire le attività altrove». «Dieci giorni fa avevo indetto una riunione tra enti locali, Prefettura di Lucca e Consorzio Gay Friendly per il 30 settembre, in modo da cercare di arrivare ad una mediazione e ad una soluzione condivisa da tutti - ha ricordato Scaletti - ma la situazione, purtroppo, si sta complicando: sono in gioco fattori fondamentali, da una parte un segmento turistico di straordinaria importanza, che richiama la vocazione verso i diritti civili, dall'altra questioni di ordine pubblicò».
Per l'assessore, «l'unica via possibile» è e resta però quella di «mettersi intorno a un tavolo e discutere: ci sono principi da difendere - ha detto - e con il dialogo forse si riesce ad arrivare dove finora non siamo riusciti».
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