Gioco
VIAREGGIO. Incassa il via libera di albergatori e imprenditori edili il progetto ...
Donatella Francesconi
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Incassa il via libera di albergatori e imprenditori edili il progetto di rifacimento del Centro congressi, presentato ieri mattina dal sindaco Lunardini fianco a fianco con Riccardo Cima, da un anno liquidatore della Viareggio Versilia congressi. La società della defenestrata presidente Clerici, torna proprietaria dell'immobile e cambia identità. Diventando una Società di trasformazione urbana (Stu): particolare tipo di società per azioni, promossa da un Comune per dare attuazione agli interventi di pianificazione territoriale in un'area specifica e in collaborazione con almeno un socio privato. Da scegliere con procedura di evidenza pubblica per progettare e realizzare interventi sull'area scelta e poi vendere quanto costruito. Nel caso del Centro congressi in vendita andrebbe una fetta dei 600 posti auto previsti sotto la Terrazza della Repubblica, parte integrante del progetto. La Società di trasformazione urbana - è stato spiegato ieri - lavora alla ristrutturazione dello storico edificio che poi affiderà in gestione per quanti sono i rami d'azienda possibili. Compreso il parco a tema marino ("Sea life") per realizzare il quale si è già fatta avanti una società inglese che già opera in Italia, a Gardaland e Jesolo: «Ci hanno garantito - annuncia Cima - 100mila presenze l'anno». Come saranno scelti i partner cui affidare la gestione di centro congressi, parco marino, ristorante, bar, stabilimento balneare? «Attraverso un concorso di idee da lanciare», risponde il primo cittadino. Anzi no, gli fa eco Riccardo Cima: «La strada preferita è quella del cosiddetto "dialogo competitivo": individuato un progetto condiviso si invitano due o tre soggetti che si contendono la possibilità di portarlo avanti». L'importante è «darsi un obiettivo, per esempio marzo...E comunque non più tardi di ottobre 2012...». È la voce di Cesare Lazzarini, patron di Finedil, proprietario dell'hotel Principe di Piemonte dirimpettaio del Principino, a sottolineare che è necessario fare in fretta. Prima di lui hanno ribadito la stessa esigenza la presidente degli albergatori, Beatrice Taccola ed il presidente di Versilia meeting, Alessandro Augier. «È un progetto ambizioso che la città deve perseguire se vuole usicre dall'empasse totale in cui si trova. Sui nostri hotel grava ancora il vincolo alberghiero, ma se le imprese non rendono è inutile tenerle così...Il progetto di ristrutturazione potrebbe invece garantire lavoro». «Bisogna avere il coraggio di cambiare - insiste Augier, invitato da Cima a stabilire dentro il Centro congressi la sede del Versilia Meeting - anche a costo di saltare una stagione...». Un ragionamento condiviso da Lunardini: «Servono scelte forti e coraggiose, fatte insieme pubblico e privato, per non essere solo una città casualmente in riva al mare...». La Società di trasformazione urbana, appena costituita - assicura Riccardo Cima - cercherà un progettista: «L'obiettivo è trovare gente che in due mesi ci dia un progetto, gente che conosca la città...». Principino compreso, che vedrà una sala da 800-1.000 posti in sotterranea dove ora c'è la terrazza, il recupero dei vagoni-cabina, lo spostamento della piscina verso mare. Demanio permettendo: che in tempi di Bolkestein, per la struttura tagliata a metà dalla linea che divide quello comunale da quello statale, non è questione da poco.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google