Il Tirreno

Versilia

La sinistra punta su Del Dotto

Aronne Angelici
Alessandro Del Dotto, avvocato, 30 anni, è il candidato a sindaco della coalizione di centrosinistra. Coalizione che lo ha presentato l’altra sera alla città in un affollato incontro al teatro dell’Olivo.
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Alessandro Del Dotto, avvocato, 30 anni, è il candidato a sindaco della coalizione di centrosinistra. Coalizione che lo ha presentato l’altra sera alla città in un affollato incontro al teatro dell’Olivo.

«Abbiamo idee, uomini e programmi per ben amministrare il Comune»

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 CAMAIORE. Comincia con una dichiarazione d'amore (alla città) che si trasforma poi in un impegno, in un grido e in un programma. Un sogno, se vogliamo, che potrebbe concretizzarsi nella primavera prossima se dalle urne uscirà il suo nome: Alessandro Del Dotto, sindaco. A soli trenta anni, che però già esprimono da tempo un uomo che è avvocato.  Che è docente universitario a contratto di diritto amministrativo; che si è laureato a 23 anni su una tesi sull'urbanistica del suo Comune, Camaiore, di cui conosce bene la storia.  Un uomo che non è un novellino della politica, che siede in consiglio comunale (scranni del Pd) e che del partito democratico è segretario. Un uomo impegnato nello sport (una società di pallavolo) così come nelle attività del suo rione, il Tre Borghi.  E' sincero e caloroso l'applauso che lo ha accolto l'altra sera al teatro dell'Olivo, strapieno, come candidato a sindaco di tutta al coalizione della sinistra. Niente primarie, niente prove di forze: è lui Alessandro Del Dotto, il candidato del centrosinistra. «E qualcosa di più», dice lui. Nel senso che ha ben chiaro il senso dell'impresa che lo aspetta: riportare alla guida della città il centrosinistra. Un centrosinistra che aveva rotto il ghiaccio del predominio della Balena Bianca Dc con Cristiano Ceragioli (anche quella sembrava impresa impossibile) ma che poi, per tanti motivi non riassumibili ora in una battuta, ha fatto harahiri.  Una sconfitta che ancora brucia. Racconta ora dal palco un Del Dotto che riesce a governare bene la sua emozione, che «il centrosinistra ha lasciato al centrodestra una Ferrari, risorse e un piano regolatore ben fatto: peccato però che con quella Ferrari si doveva arrivare a Milano e invece ci siamo fermati a Firenze. Per dire che Bertola e soci hanno bruciato in dieci anni uno sviluppo pensato su 25: le conseguenze sono bene visibili».  In sala tanti esponenti della sinistra e i sindaci-bandiera di un cambiamento possibile a dispetto delle statistiche: Franco Mungai per Massarosa e Domenico Lombardi per Pietrasanta. Suonano la carica anche il presidente della Provincia Stefano Baccelli e il sindaco di Stazzema Michele Silicani. Del Dotto correrà con i simboli del Pd, di Sel, Idv, Federazione della sinistra (Rc più Pdci) ma anche, insiste, qualcosa in più. «Spazio a chi vuole impegnarsi per il territorio e non vuole farlo sotto un simbolo determinato», dice Del Dotto che pensa ovviamente ad una lista civica per catturare anche un po' di voti centristi.  Dall'altra parte «Ale», come tutti lo chiamano, troverà un centrodestra compatto sulla candidatura di Alberto Matteucci. «Siamo compatti anche noi. Come non mai. A Matteucci, se vogliamo, invidio solo di aver svolto il suo ruolo politico e di governo della città con Bertola in un momento d'oro. Mi pare che con i venti che tirano, crisi più governo Berlusconi, il futuro per le amministrazioni locali sarà più difficile. Se vinceremo faremo però la nostra parte, abbiamo le idee chiare sulle cose da fare. Prima di tutto però bisogna tornare tra le gente e ascoltare i cittadini. Non avremo più le Circoscrizioni: faremo noi comunque dei comitati di frazione e lascerò sempre aperte le porte del municipio. Certamente, non faremo come ha fatto il centrodestra in questi anni: nessun tipo di dialogo, solo prove di forza e di arroganza. Non è, e non sarà, il mio stile».  In corsa per fare il sindaco a soli trent'anni? Non c'è il rischio di bruciare la carriera politica in caso di sconfitta? «Io faccio la corsa per vincere. E se i cittadini non lo vorranno non cercherò certo un posto di ripiego nella politica. Io ho il mio lavoro di avvocato, mi piace anche l'incarico universitario: non voglio essere dipendente dalla politica per il mio sostentamento».

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