Ferito in Libia dopo la fuga sotto le bombe
Luca Basile
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FERITO. Andrea Bernardi allospedale di Malta prima di tornare in Italia Andrea Bernardi, 28 anni, era al lavoro come fotoreporter per France Press
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PIETRASANTA. «A dire il vero non ho paura di morire. È solo che non vorrei essere lì quando questo succede». Esorcizzare con un sorriso la paura, che fa da scorta ad un mestiere tanto affascinante, quanto pericoloso, come quello del reporter di guerra. E' un esercizio che accompagna spesso le giornate oltre "la linea rossa" di Andrea Bernardi. 28 anni, versiliese doc, video-giornalista per conto di France Press. Andrea - figlio di Adamo Bernardi ex capo di gabinetto del sindaco Massimo Mallegni - ieri pomeriggio è stato operato, nel reparto di traumatologia di Pisa, ad un'anca. Intervento chirurgico riuscito anche se la prognosi si preannuncia piuttosto lunga, che ne segue un altro, alla gamba, subito nei giorni scorsi a Misurata, in Libia. Ed è in terra libica che Bernardi è finito per farsi male, a seguito di un incidente stradale, mentre si allontanava ad alta velocità dalla città di Sirte oramai sotto un incessante bombardamento. «Andrea si trovava su quell'auto, nel deserto, accanto all'autista, insieme ad altri due giornalisti, quando un'altra auto è finita contro la loro. Un impatto tremendo - racconta il padre, Adamo -: mio figlio è stato preso in pieno e fortunatamente aveva ancora indosso il giubbotto antiproiettile ed un caschetto, altrimenti oggi starei a raccontare tutt'altra storia. Con un osso della gamba fuoriuscito e l'anca spostata, le sue condizioni sono subito apparse, ai primi soccorritori, abbastanza gravi. Lo hanno riportato a Sirte, nonostante lui chiedesse di evitarlo visto il bombardamento in corso, e infatti, quando si preparavano ad operarlo, l'ospedale è stato colpito da un ordigno. Ospedale fra l'altro vicino ad un grande distributore di benzina: poteva essere una tragedia. Ancora una volta Andrea si è salvato in modo miracoloso: lo hanno caricato su ambulanza e in tutta fretta è stato accompagnato a Misurata. Qui, sempre lunedì scorso, lo hanno operato e poi, la France Press, lo ha fatto trasportare, con un volo a Malta. Infine il ritorno a Pisa, centro specializzato per traumatologie di una certa gravità. Adesso sta meglio, è più tranquillo, così come lo siamo tutti noi in famiglia, ma questa è la sua vita e sappiamo già che, presto o tardi, tornerà a fare il corrispondente dai luoghi di guerra». Andrea Bernardi, nonostante la giovane età, ha già raccontato la guerra non solo dalla Libia, ma anche da Kabul, da Israele e ancora dalla Thailandia. Un viaggio intorno al dolore, alla morte di tanti, troppi innocenti, alle armi che dettano la legge del più potente. «All'ospedale - ha dichiarato Andrea Bernardi al Times of Malta - non c'era un posto libero, ma solo perché tutto il popolo della città era lì in attesa di donare il sangue. Sarebbero rimasti lì giorno e notte, pronti ad aiutare chiunque ne avesse avuto bisogno. I libici sono persone straordinarie. Se possono darti una mano, lo fanno. Sono venuti in molti in camera mia con i regali, cibo, magliette. Erano dispiaciuti, come se l'incidente che mi era capitato, fosse colpa loro. Sono gli eroi di questa battaglia, a parte i combattenti, naturalmente. Se tornerò in Libia? Mi auguro solamente che quando la mia gamba sarà di nuovo a posto, questo massacro sia finito, che non ci sia più la guerra».
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