Attenzione
Giulio Zanni, ex titolare del Number One, interviene sulla trasformazione di Odeon e Eolo
Cinema, concessioni e privilegi
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TITOLI DI CODA. Lingresso dellEolo e a sinistra Giulio Zanni davanti alla vetrina di «Number One» prima della chiusura «Passeggiata in mano alla speculazione. Altro che sale in rimessa...»
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VIAREGGIO. La chiusura dell'Eolo l'ha subìta sulla propria pelle. In anticipo di alcuni anni, visto che il mancato rinnovo dell'affitto prima e lo sfratto poi lo ha ricevuto ben prima che si cominciasse a parlare di trasformare la sala cinematografica in grande magazzino (anche se probabilmente il «progetto» risale a quel periodo). Giulio Zanni, per 35 anni gestore dello storico negozio di dischi «Number One» fino alla chiusura forzata alla fine dell'aprile scorso, interviene adesso sulla trasformazione di due dei quattro cinema della Passeggiata. E invita tutti a riflettere su cosa rischia di diventare il «salotto buono» della città, ormai trasformato in una interminabile teoria di vetrine di negozi di abbigliamento (più o meno di qualità). Zanni, che ha preso carta e penna ed ha scritto al sindaco Lunardini, ricorda come «dopo 35 anni, lo scorso 31 dicembre, ho ricevuto lo sfratto dalla proprietà Spa Caffè Margherita ed ho dovuto cessare l'attività (con 3 famiglie senza lavoro) lo scorso fine aprile». «Le scrivo - inizia Zanni - in merito alla polemica sulla chiusura del cinema Eolo ed alla notizia, apparsa sui giornali, che la proprietà ha dei passivi che la obbligano a cambiare destinazione. Se non lo sapesse - ed io la metto al corrente - la proprietà ha dei profitti derivanti dagli affitti di altre concessioni e nello specifico le attività commerciali Alf (Nike), Bar Prati, Caffè Margherita oltre ai due negozi a cui ha dato lo sfratto e cioè Intimissimi ed appunto Number One che permette alla sopra citata Spa di avere un attivo e non un passivo». Per l'ex gestore di «Numer One», quello che si sta concretizzando in questi giorni è un disegno che parte da lontano. «Gli sfratti di cui parlavo sono stati pianificati nel tempo perchè già 6 anni fa la proprietà ha rinunciato ad un rinnovo (anche raddoppiato) per poter arrivare alla fine del contratto e comunicare lo sfratto non per proseguire l'attività ma per un interesse o speculazione personale. Se la Spa Margherita rimette annualmente forti somme di denaro potrebbe cedere la concessione ad altri imprenditori che potrebbero investire nel cinema come fanno moltissimi altri in fin dei conti ha già altre 6 concessioni ed anche se rinunciasse ad una non sarebbero in mezzo ad una strada come hanno fatto con altri. Ho paura invece che la verità sia che alla Spa Caffè Margherita convenga di più affittare il cinema con i due negozi annessi e poter incassare tra i 50.000 ed i 60.000 euro mensili d'affitto oltre ad una eventuale buonuscita così certamente sarebbe un grande affare (per loro). Siccome prima di tutto sono importanti gli interessi pubblici le chiedo come cittadino di valutare appieno la cosa perchè la passeggiata è un fiore all'occhiello della città e non merita che sia abbandonata a se stessa». Poi chiude. «Le ricordo inoltre che cacciare degli affittuari e affittare in seguito ad altri soggetti sarebbe un pericoloso precedente per tutti gli altri commercianti della Passeggiata».
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