Il Tirreno

Versilia

I Comuni chiederanno i danni

Aronne Angelici
I Comuni chiederanno i danni

Sì, se il 13 ottobre la magistratura chiederà il rinvio a giudizio per gli indagati accusati del taroccamento delle emissioni dell'inceneritore i sindaci della Versilia e la Provincia di Lucca si costituiranno parte civile per il danno ambientale

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PIETRASANTA. Sì, se il 13 ottobre la magistratura chiederà il rinvio a giudizio per gli indagati accusati del taroccamento delle emissioni dell'inceneritore i sindaci della Versilia e la Provincia di Lucca si costituiranno parte civile per il danno ambientale. Lo hanno ribadito con fermezza i sindaci l'altra sera all'incontro-confronto chiesto dai Comitati ambientali che da anni, e per primi, avevano sollevato dubbi e problemi sul corretto funzionamento dell'impianto e anche sulla economicità del contratto che lega i Comuni a Tev-Veolia per la gestione delo smaltimento dei rifiuti della Versilia. Nella sala della Croce Verde di Viareggio c'erano i sindaci Umberto Buratti (Forte), Domenico Lombardi (Pietrasanta), Ettore Neri (Seravezza), Michele Silicani (Stazzema) e per Camaiore l'assessore all'ambiente Claudia Bonuccelli, tanti politici (tanto Pd) in sala. C'era anche l'assessore provinciale Maura Cavallaro, silenzioso artefice della svolta decisiva del «caso inceneritore»: un piano provinciale alternativo all'incenerimento credibile e fattibile, l'avvio di procedura per la revoca delle autorizzazioni a Veolia per l'inquinamento del torrente Baccatoio a causa degli scarichi dell'inceneritore, l'aver portato a poco a poco su questa linea anche la Regione. Regione che, è storia, ha visto gli impianti di incenerimento (anzi i termovalorizzatori, visto che producono energia elettrica) come strategici per la risoluzione dello smaltimento rifiuti. Adesso, ma la discussione è in atto e ci sono altri tipi di problemi, c'è chi vorrebbe un solo gigantesco inceneritore per area vasta, ovvero per servire da Livorno a Massa Carrara, Lucca compresa.  Chi gestirà l'eventuale appalto, che fine faranno o meglio come dovranno organizzarsi le aziende (vedi Ersu e Sea) che ora raccolgono i rifiuti dalle strade della Versilia? La Versilia sarà semplice «cliente» o «azionista» di un nuovo sistema? Ma più che di questi scenari, i Comitati ambientali l'altra sera hanno incalzato le amministrazioni (riunite nel consorzio Cav) per chiedere certezze e soprattutto per invitarli a «non essere più succubi di Veolia anche nel trattare sulle tariffe». Una accusa che, per tutti, il sindaco Neri ha respinto: «Nei fatti, ogni anno dal 2006 in poi i Comuni hanno contestato la tariffa del gestore, tanto che abbiamo un contenzioso globale intorno ai 15-20 milioni. Che ovviamente non ci fa sentire tranquilli».  Contenzioso che il Cav sta gestendo con legali e tecnici. Con quale risultati e strategie? Si può percorrere, per esempio, la strada della rescissione del contratto o della sua decadenza per gravi colpe nella gestione? Sulla rescissione, è stato detto, i pareri non sono mai stati univoci, di qui la prudenza degli amministratori. Certamente, ha rilevato il sindaco Buratti, negli ultimi mesi sono emersi fatti nuovi: da una parte il percorso giudiziario, dall'altra quello amministrativo (l'avvio di procedimento per la revoca delle autorizzazioni). Ma dove vanno allora i Comuni?  La strada resta quella della trattativa perchè se la strada della rescissione e della richiesta danni fa gola, è anche vero che la chiusura degli impianti (l'inceneritore ma anche l'impianto di selezione e compostaggio di Massarosa) porterebbe la Versilia indietro nel tempo: dove e come verrebbero smaltiti i nostri rifiuti?  Certamente l'inchiesta giidiziaria ha dato e probabilmente darà maggior poteri ai Comuni per i quali, pare di capire, la soluzione ottimale sarebbe più o meno questa: chiusura dell'inceneritore (o sua riconversione), potenziamento dell'impianto di compostaggio di Massarosa, revisione della tariffa (ovviamente al ribasso), potenziamento della raccolta differenziata.  Pro comitati. Dai sindaci infine una mano tesa ai Comitati: dateci i nomi dei vostri esperti e li faremo lavorare da subito con i nostri. Una apertura non da poco visto che i Comitati da sempre lamentano scarso coinvolgimento e scarsa trasparenza. Una apertura apprezzata

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