Sicurezza
Cassintegrato vende l'auto per sfamarsi
Roy Lepore
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NAUTICA IN CRISI. Operaio al lavoro in un cantiere della Darsena 3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. La situazione della disoccupazione nella nostra città è sempre più preoccupante. Un riscontro diretto sono le tantissime persone che ogni giorno si rivolgono anche al nostro giornale per le inserzioni gratuite nelle pagine settimanali del "Cerca lavoro". Ma ci sono persone che nella disperazione più totale cercano un'ancora di salvataggio attraverso il giornale per raccontare la propria storia, come nel caso della famiglia che non aveva la possibilità di far proseguire la scuola al figlio, e per quale c'è stata una mobilitazione tale da dimostrare che il cuore di tante persone è grande e questo fa onore a tutti coloro che si sono adoperati per dare una mano a questa famiglia. Ci sono però tante storie che non vengono allo scoperto, perché i diretti interessati preferiscono la riservatezza. In Darsena nella cantieristica sono diversi gli operai in cassa integrazione e coloro che purtroppo hanno perso il lavoro per mancanza di commesse. Uno di questi operai, che deve far fronte al pagamento del mutuo della casa e al mantenimento della famiglia, per cercare di trovare un po' di soldi per rimediare l'essenziale nell'immediato, ha deciso di provare a vendere l'automobile, perché non sa più cosa fare. Un altro esempio è quello di un giovane che è stato licenziato dall'azienda dove lavorava senza che sia riuscito a riscuotere, né parte degli stipendi, né la liquidazione, ed è in causa con la ditta dove lavorava, dovendosi quindi anche accollare le spese di un legale per reclamare i propri diritti. Ci sono purtroppo situazioni di questo genere che complicano ancora di più la quotidianità di chi si ritrova senza un lavoro, e deve anche convivere con tali ingiustizie. Giovani che dopo avere conseguito la laurea non trovano lavoro nella propria città: ce ne sono diversi anche a Viareggio, per non essere ancora un peso per la famiglia, hanno cercato la fortuna andando all'estero. Un altro esempio è quello di un fratello e una sorella che sono riusciti in qualche modo a trovare un lavoro per la stagione estiva, ma che adesso si ritrovano a casa disoccupati. «Ho inviato diversi curricula chiedendo e dando la disponibilità a fare qualsiasi tipo di lavoro - dice Claudia - mi sono diplomata da qualche anno, però ho trovato solo lavori occasionali. Ci ho rimesso fino ad ora anche i soldi per spedire i numerosi curriculum, non ho avuto per la maggior parte dei casi nessuna risposta. Nella mia stessa condizione ci sono tanti amici e amiche che non sappiamo cosa fare. Vorremmo dare un aiuto alle nostre famiglie che hanno i loro problemi per poter andare avanti, ma la realtà è questa: purtroppo non c'è lavoro. Siamo disperati e comprendiamo chi in certi momenti di debolezza e disperazione commette dei gesti estremi. Lo Stato in primis e poi i Comuni dovrebbero fare qualcosa per i cittadini, ed invece chi è al potere pensa solo a se stesso ricordandosi del"popolo" solo quando ha bisogno di un voto per trovare una propria sistemazione. In questo modo i valori della vita si esauriscono e non c'è più la speranza nel domani».
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