Il Tirreno

Versilia

Studente in difficoltà, gara per aiutarlo

Studente in difficoltà, gara per aiutarlo

Tante le telefonate in redazione. Ma a casa non hanno più nemmeno il gas

4 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. C'è una città solidale e l'abbiamo incontrata nelle telefonate che sono arrivate ieri in redazione per sostenere il diritto allo studio di chi rischiava di dover interrompere la prima superiore appena iniziata perché in famiglia mancano i soldi per acquistare i libri.  Si sono fatti avanti, prima di tutto, i privati cittadini. Chi può non si tira indietro. Senza volere il nome sul giornale e questo fa onore a tutti coloro che abbiamo ascoltato. Ma hanno teso la mano anche alcuni rappresentanti delle categorie economiche cittadine. Che si sono fatti carico sia dei libri che del materiale scolastico necessario. E anche questo è stato un bel segnale.  Non abbiamo sentito, invece, la voce della politica, delle associazioni di volontariato, della Chiesa. E tantomeno quella dell'amministrazione comunale, dei suoi rappresnetanti, dell'assessore al sociale, degli uffici di sua competenza e di chi li dirige.  Per portare un po' di fiducia alla madre che si è presentata in redazione a lanciare l'appello su come fare a garantire gli studi ad uno dei quattro figli siamo andati a casa loro.  Un alloggio Erp, o casa popolare, nelle condizioni strutturali di buona parte del patrimonio immobiliare venuto su, negli anni, con denaro pubblico. E, dunque, da considerare ancora più prezioso. Invece, come molti altri appartamenti, avrebbe bisogno di seri interventi di ristrutturazione. Anche solo per essere messa a norma.  In cucina colpisce subito il fornellino da campeggio. La fornitura di gas metano è stata sospesa, la bombola del Gpl è finita e costa. Per quel po' che si mette in tavola basta il piccolo fornello.  Difficile essere adolscenti, in età tra scuola media inferiore e 18 anni ancora da compiere, e pensare che a scuola andrai solo se qualcuno si metterà la mano sul cuore perché i tuoi genitori - dopo un anno di disoccupazione del capo famiglia - non ce la fanno più. Fa sentire tristi, arrabbiati e senza futuro: impossibile dare torto a questi ragazzi viareggini come i nostri figli.  La più grande tra i ragazzi non è ancora maggiorenne. Ha dovuto interrompere gli studi, e lavoro non ce n'è. «Al Centro per l'impiego - racconta la madre - ci hanno proposto dei corsi di formazione. Ma sono fuori Viareggio ed io non ho i soldi necessari a pagare l'abbonamento del pullman o del treno».  La madre è l'unica che ha trovato un po' di pulizie da fare: di sera, dopo la chiusura di un esercizio commerciale, pagata una miseria. «Ma almeno posso comprare la colazione ai ragazzi».  Questa storia, comune a troppi cittadini (e sarà sempre peggio) ci racconta una cosa sola: che il sistema del sostegno pubblico non funziona. E non perché non è in grado di assicurare il minimo vitale che è comunque vergognoso non corrispondere con puntualità.  Ma perché non è in grado di prendere per mano il cittadino che ha necessità presentando in maniera adeguata tutte le possibilità che ha di essere sostenuto: dai bandi per il rimborso del costo dei libri (quello della Provincia è in ritardo, ci spiegano gli uffici, per le difficoltà a fare quadrare i conti), ai mille percorsi di formazione che sono solo un modo per retribuire la "giostra" degli insegnanti se non arrivano ai soggetti più deboli, ai "salvagente" che le società che forniscono i servizi vitali mettono a disposizione per le fasce meno abbienti della popolazione.  L'amministrazione comunale di Viareggio, come tutte le altre, paga una nutrita schiera di assistenti sociali e personale vario per il settore. Più un assessore al sociale, ormai di fatto esautorato anche se passa a riscuotere tutti i mesi, ed uno con delega alla casa. Ed un dirigente, Maurizio Nieri, che nel 2009 ha percepito uno stipendio di 84.423 euro.  Ma sulla tavola di questa famiglia non c'è niente. Né da mangiare per cena, né da sperare per il giorno dopo, con la prospettiva che le cose possano cambiare magari con un corso di formazione retribuito per chi non ha finito la scuola ed oggi è a casa disoccupato e potrebbe portare a casa un piccolo contributo.  Impossibile non dedurne che qualcosa, in questo complesso sistema, non funziona come dovrebbe.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web