Sicurezza
Progetto Erica. A dicembre 2012 pronto limpianto a biomasse di Sea
L'energia che viene dal legno Pinete pulite e termosifoni caldi
Luca Centini
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Un capannone dellarea artigianale del Cotone 3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Cumuli di legname di scarto. Poi, un colpo di bacchetta magica. Ed ecco i megawatt di energia, sia in forma di calore che di elettricità. E non è tutto, visto che il "giochino" punta a risolvere il problema delle manutenzioni delle pinete, garantendo energia a prezzi di saldo alle imprese e agli utenti domestici. Ieri Sea Risorse e il Comune di Viareggio hanno presentato "Erica", il progetto del nuovo impianto a biomasse nell'area artigianale di Cotone. Entro dicembre 2012 la società di gestione dei rifiuti conta di aprire la piccola centrale. L'investimento, a carico di Sea, è di 4 milioni che la società conta di riassorbire progressivamente, grazie ai certificati verdi ottenuti con l'immissione in rete dell'energia "pulita". L'energia si fa col legno. Mettiamola così. Il funzionamento non è diverso da quello di una normale stufa. Il piccolo impianto a biomasse (solo scarti di legno) è una specie di caldaia, alimentata da una turbina. Il "cippato" raccolto - legname di scarto lavorato e ridotto in scaglie - viene bruciato e trasformato con un sistema di generatori e scambiatori. Il mini impianto sarà installato in un capannone dell'area artigianale del Cotone, di fronte alla sede Sea. Produrrà fino a 1 megawatt di elettricità all'anno, e fino a 3 megawatt termici che, facendo scorrere acqua calda a 80º lungo un tracciato di teleriscaldamento di 5 km, raggiungerà le aziende e le abitazioni vicine al Cotone. E la materia prima? Le biommasse lignee vanno per la maggiore nei paesi nordici, In quei luoghi - è ovvio - di legno di scarto ce n'è a volontà. Ma Viareggio, pur disponendo di aree a verde ampie come le pinete di Levante e Ponente, non è la stessa cosa. L'impianto avrà bisogno di 15mila tonnellate di cippato all'anno. Sea e Comune contano di arrivare alla quota, riattivando le opere di manutenzione della aree agro-forestali (attuando il piano di gestione forestale del Comune), che diventano di competenza di Sea. Una mappa dell'approvvigionamento c'è già. Almeno 5-6mila tonnellate arriverebbero dalle manutenzioni delle pinete di Viareggio, 4-5mila tonnellate dai boschi e dagli oliveti nei Comuni di Massarosa e Camaiore, altre 4-5mila dalla manutenzione della tenuta di Migliarino-San Rossore. «L'impianto è calibrato sulla capacità di raccolta della zona - spiegano gli amministratori Sea Alessia Scappini e Grancesco Garuto - stiamo parlando di una piccola centrale». Un sistema elettrico controllerà il livello delle emissioni di polveri sottili nell'aria che tuttavia, rispetto a modelli di biomasse a filiera lunga come quelle a olio di palma, saranno più contenuti. «E' un progetto di green economy - racconta l'assessore Athos Pastechi - verrà prodotta energia pulita e, al tempo stesso, potremo risolvere il problema delle manutenzioni». Il legno sarà stoccato e trasformato in cippato nel piazzale di via Poggio alle Viti, a circa 1 km dall'impianto. Con due camion al giorno - che passeranno dall' Aurelia - il materiale sarà trasportato al Cotone. I vantaggi. L'impianto a biomasse ridurrà le emissioni di C02, sostituendo la quota energetica prodotta da fonti fossili, e la quantità di rifiuti riversati in discarica. Ma i vantaggi per imprese (soprattuto agricole e vivaistiche) e residenti sono concreti. Chi si collegherà al tracciato di teleriscaldamento vedrà la bolletta alleggerirsi del 15-20%. Chi si vorrà disfare della legna di scarto, potrà farlo da Sea. E sarà pagato. «Nel lungo termine contiamo - aggiunge il presidente Sea, David Marcucci - di aprire nuove opportunità di lavoro». E non manca il colpo a effetto. Parte dei proventi ottenuti dalla vendita di elettricità sarà impiegata per costruire una fontanella di acqua microfiltrata nella piazza di Bicchio, frizzante e naturale.
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