Il dolore
«È lo Stato che si arrende»
Donatella Francesconi
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Il popolo della notte sulla Marina dei localiLa risposta dei locali al provvedimento del Prefetto
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TORRE DEL LAGO. «Lo Stato si arrende alla criminalità». Regina Satariano, presidente del consorzio Friendly Versilia, è netta nel giudizio sul provvedimento del Prefetto per la chiusura alle due di notte dei locali della Marina. Alla conferenza stampa indetta alla presenza di Confesercenti e di un rappresentante dei locali della Darsena viareggina, la considerazione è una sola: si chiudono le attività legali, quelle che fruttano allo Stato e al Comune, e si lasciando indisturbate quelle illegali: dallo spaccio di droga all'abusivismo commerciale. «Come chiudere una gioielleria che abbia denunciati gli usurai», commenta Alessio De Giorgi che della Marina è un po' l'"inventore", «con l'accusa di essere oggetto di rapine o attentati!». Da tempo - ricorda Regina - «siamo in prima linea per denunciare l'illegalità di tutti i tipi ed oggi ci ritroviamo ad essere considerati i responsabili di tutto ciò». Considerazioni amare che lasciano spazio all'annuncio dell'iniziativa per il fine settimana, l'ultimo dell'estate sulla Marina torrelaghese: «Consegnamo al sindaco le chiavi, simboliche, della Marina. E poi vediamo cosa diventa questa fascia di terra dopo le due di notte, senza il presidio del locali...». Una fascia di terra - ricordano i gestori delle attività commerciali - dove gli episodi più cruenti dell'estate «sono accaduti proprio dopo l'orario di chiusura» e nell'albe cariche di alcol e droga tra pineta e spiaggia. «Ci aspettiamo il coprifuoco anche in altre parti della città», continua De Giorgi ricordando l'assedio cui sono sottoposti i locali della Passeggiata nel tratto più vicino al Molo: «La sala giochi, davanti alla quale accadono spesso liti e pestaggi, a che ora la chiudiamo?». Già. Perché lo spaccio e la guerra per bande non conosce limiti territoriali: è di questi giorni la notizia di una lite a bastonate dietro la stazione ferroviaria, area davvero terra di nessuno che diventa il luogo ideale per nascondere armi e droga. «Vorrei ricordare», continua De Giorgi, «che alla richiesta rivolta al Prefetto di avere un incontro urgente a fine agosto ci siamo sentiti rispondere che poteva essedre fissato a fine settembre, mese definito come "tranquillo"...». Il pensiero, dopo i provvedimenti presi - cui il sindaco dovrà scegliere se dare seguito con un'ordinanza - balza in mente: «Mi auguro - prosegue De Giorgi - che non ci sia stata una strategia precisa nel lasciare la Marina di Torre del Lago completamente scoperta, presidando solo il "Pescatore£, come fosse la gioielleria di Torre del Lago, con dieci vigili fissi alle transenne posizionate alla rotonda. Senza vedere tutto quanto avveniva intorno». «Siamo solo noi che vediamo cosa accade?» è la domanda di Regina: «Vorrei ricordare che ci siamo sobbarcati i costi delle guardie giurate armate per assicurare il lavoro delle ambulanze, oltre agli interventi per la riduzione dei rumori, così come da regolamento comunale. Ed il risultato qual è? Becchi e bastonati, come si dice».
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