Il dolore
Colletta per andare al lavoro
Donatella Francesconi
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Roberto MonciattiMisericordia: lavoratori delle cooperative in assemblea con Cgil e Cisl
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VIAREGGIO. Pagamento dell'intero mese di luglio già nella giornata di oggi e saldo di agosto ai primi della prossima settimana. È l'impegno che i presidenti delle cooperative che operano per la Misericordia hanno portato all'assemblea sindacale di lunedì sera. Ma non basta per superare la paura dei circa 90 lavoratori ai quali è affidato il buon funzionamento dei tanti servizi che l'associazione di volontariato più antica della città garantisce soprattutto ad Asl, Comuni e Società della salute (non solo quella versiliese). Sono infatti una sessantina i minori ospiti delle comunità alloggio della Misericordia e tra gli enti che più sono in ritardo con i pagamenti - è stato detto dai presidenti della cooperative - c'è, per esempio, «la Società della salute della Lunigiana». Sul fronte dell'occupazione, hanno denunciato Cgil e Cisl che hanno organizzato l'assemblea retribuita, la preoccupazione è relativa non solo al mancato o parziale pagamento degli stipendi. Ma anche «alla messa casa di alcuni contratti a termine» e al «progressivo coinvolgimento di volontari dell'associazione in servizi fin qui svolti da lavoratori e lavoratrici delle cooperative». Ai due sindacati confederali i lavoratori delle cooperative chiedono di «aprire una tratttaiva con l'azienda Misericordia» prima che sia troppo tardi. All'associazione di volontariato Cgil e Cisl contestano, prima di tutto, il «ricorso ad una vera e propria galassia di cooperative sociali e imprese di ogni tipo, nate una dietro l'altra proprio su input della Misericordia». L'idea è che proprio da qui «si dovrebbe partire per una significativa riduzione dei costi». Anche perché le stesse cooperative sociali che garantiscono il personale non godono buona salute e a loro volta sono costrette in più di un braccio di ferro con le banche. «Già da qualche mese - denunciano i sindacalisti - è in atto un meccanismo per cui si garantiscono gli stessi servizi ma con meno personale. Ricorrendo a continui cambi di mansioni o addirittura a quello che è stato definito il "congelamento" delle ferie». Intanto, dalle voci dei lavoratori, è emersa soprattutto la grande difficoltà a far quadrare il pranzo con la cena a causa dei continui ritardi nella corresponsione dello stipendio: «Ci aiutiamo tra di noi - ha raccontano una donna -: chi ha due euro, chi uno...raccogliamo tutto e così mettiamo benzina almeno in un'auto con la quale raggiungiamo poi il luogo di lavoro. Ma quanto possiamo andare avanti in questo modo?».
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