Il Tirreno

Versilia

I firmatari fanno inserire la mozione all’ordine del giorno del prossimo consiglio di indirizzo della Fondazione

Carnevale, verso la resa dei conti

Cla.Ve.
<b>SULLA GRATICOLA.</b> Renzo Pieraccini
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SULLA GRATICOLA. Renzo Pieraccini

I tre «frondisti» della maggioranza non ritirano la sfiducia a Pieraccini

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 VIAREGGIO. La guerriglia interna a Palazzo delle Muse non si placa. Anzi. Dopo la sfiducia al vicepresidente Renzo Pieraccini firmata da sette consiglieri su quindici (fra cui tre espressione della maggioranza), la riunione del consiglio di indirizzo fissata per il 29 settembre assomiglia sempre più ad una resa dei conti all'interno della Fondazione Carnevale. E, forse, della stessa coalizione che appoggia il sindaco Lunardini.  L'altro pomeriggio, nel vertice di maggioranza convocato proprio per cercare di ricomporre una situazione interna al Carnevale che sembra più che mai degenerata, è andato in scena l'ultimo atto della faida scoppiata la scorsa settimana (ma che covava ormai da tempo). Alla riunione non si sono fatti vedere due dei tre «frondisti» della maggioranza (Iolanda Sarzi ed Emanuela Corfini) che hanno sottoscritto la sfiducia a Pieraccini. Il terzo - Guido Gemmi, in quota all'Udc - si è invece presentato all'appuntamento di lunedì, ma quando Giovanni Santini (Pdl) ha detto che è condizione essenziale per una discussione che i membri della maggioranza debbano ritirare la richiesta di sfiducia, Guido Gemmi si è alzato ed ha abbandonato la riunione.  Ma un ulteriore atto formale ha scavato un solco ancor più profondo fra i consiglieri fedeli a Santini e Pieraccini e i «frondisti». Nella prima stesura della convocazione della seduta del 29 settembre del consiglio di indirizzo della Fondazione, all'ordine del giorno non è stata inserita la discussione (e successiva votazione) della mozione nella quale si sfiducia Pieraccini. Un tentativo di rinviare (o insabbiare?) la crisi interna a Palazzo delle Muse che non è andata giù a chi invece ha firmato per «dimissionare» Pieraccini. Risultato: da parte dei sette firmatari l'altro ieri è stata formalizzata una nuova richiesta ufficiale per inserire all'ordine del giorno la mozione di sfiducia contro Pieraccini. Un passo che ha il sapore di una ulteriore dichiarazione di guerra (e che comunque restringe i margini della diplomazia per un tentativo di riconciliazione).  Cosa potrà succedere, adesso? Radio Carnevale sussurra di un possibile «atto di forza» del sindaco che ritirerebbe la fiducia ai tre consiglieri di maggioranza ribelli (Gemmi, Sarzi e Corfini) sostituendoli con tre più «fedeli alla linea». Una operazione da portare a termine in tempi stretti, visto che la nuova seduta del consiglio di indirizzo è in programma la prossima settimana (e che fra l'altro si discuterà anche del bilancio di previsione per il Carnevale 2012). Un blitz - quello a cui starebbe pensando il sindaco Lunardini - che però provocherebbe nuove tensioni all'interno del Palazzo delle Muse. Tutto questo con ancora ben caldo il fronte aperto con i carristi per i tagli al Carnevale.

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