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Versilia

Big del marmo a Verona ma le grandi commesse ormai vanno ai paesi Bric

Giuliano Rebechi
Big del marmo a Verona ma le grandi commesse ormai vanno ai paesi Bric

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 PIETRASANTA. Sono andati a Verona con una valigia piena di aspettative, nonostante tutto. Stamani apre la Marmomacc, tradizionale mercato del lapideo e affini che, al di là degli scarsi affari che si fanno in fiera, è pur sempre una buona occasione per tastare il polso della situazione reale in cui versa il settore.  La fiera di Verona che si concluderà sabato ha di fatto soppiantato Carrarafiera, tanto da averla costretta alla biennalizzazione per manifesta inferiorità.  Dalla Versilia a Verona sono presenti, con propri stand, le aziende leader del settore come Campolonghi, Savema, Henraux insieme ad altre come Landi Group, Menchini, Fms e Gbc, tutte targate consorzio Cosmave.  Nello stand della Cosmave Export invece sono presenti Barsi Marmi e Segheria di Luchera-Luana Trade.  «Sì, diciamo che c'è un cauto ottimismo» dice Giuliano D'Angiolo, presidente del Cosmave.  «Andiamo a Verona consapevoli del difficile momento che attraversiamo. Ma non molliamo, perché sono certo che saremo in grado di fronteggiare la crisi, forse migliorando la nostra posizione. Questa fiera è un'ottima vetrina per far vedere ciò che abbiamo di meglio. Quest'anno poi gli espositori stranieri superano quelli nazionali».  E se gli diciamo di commentare la notizia del declassamento da parte di Standard & Poor's del debito italiano che addensa nuove nubi sull'economia nostrana, D'Angiolo taglia corto: «Ci rimboccheremo comunque le maniche».  Più caute le aspettativa di due giovani espositori. Michela Migliorini, della Segheria di Luchera (Pontestazzemese): «Anche a Verona hanno avuto una battuta d'arresto. Gli spazi vuoti e rilasciati a prezzi agevolati come ci sono stati quest'anno in fiera, quando in altre edizioni c'erano addirittura le liste d'attesa, stanno a significare che l'andamento generale del settore del marmo non è dei migliori. Come azienda non abbiamo risentito della crisi grazie alla commercializzazione dei materiali estratti dalla nostra cava di Cipollino che esportiamo in Cina, Russia e, in generale, nell'Europa dell'Est. I problemi ci sono sul mercato nazionale, ancora fermo. Ma poi c'è la piaga dei pagamenti, lenti e faticosi...».  Andrea Borghesi, della Gbc Marmi (Pietrasanta): «In fiera conto di incontrami con tanti clienti che mi hanno preannunciato la loro presenza. E quindi in questo senso le aspettative sono buone. Diverso è il discorso dell'andamento del settore dove, ormai, si naviga a vista facendo i conti con ondate di lavoro e periodi di calma piatta. La nostra azienda tratta molto i marmi bianchi che estraiamo dalle nostre cave e che oggi sono richiesti nel mondo. L'andamento generale comunque non è buono».  Già il bianco, anzi i bianchi. Il loro impiego va. Lastre, spessori, blocchi si piazzano che è una bellezza. «È la moda che spinge questi materiali che non sono solo i bianchi tradizionali di Carrara, ma anche quelli provenienti da altri paesi» dice una voce (che vuole rimanere anonima) di una grande azienda lapidea. «Ma tutto il resto soffre, perché di grandi lavori non ce ne sono più, e così si finisce per raschiare il fondo, battuti da materiali diversi, come il vetro e l'alluminio, e dalla concorrenza sempre più spietata, con margini di utile per noi sempre più risicati».  Anche un decano del settore, Guido Galeotti, la pensa più o meno così. «Sono i paesi del Bric (Bra-sile, Russia, India e Cina Ndr) a farci aver perso importanti quote di mercato. Sono gli studi e le sta-tistiche che ce lo confermano: il settore lapideo italiano è ormai marginale nello scenario mondiale». «Certo, non siamo fermi» attenua il suo giudizio Galeotti. «Le aziende leader dell'area apuo-versiliese hanno interessanti progetti su come, ad esempio, continuare ad estrarre sulle nostre mon-tagne sia a cielo aperto, la ove è compatibile ed economico, sia in galleria. In questo senso c'è il nuovo Progetto Marmi della Regione Toscana che può essere utile per i nostri imprenditori».  Da Verona, Stefano De Franceschi, giovane direttore del Cosmave, ribadisce: «La fiera veneta sarà una importante cartina di tornasole per tutti. E il tema centrale di quest'anno, quello dell'eco-compatibilità e di una maggiore attenzione all'ambiente, lancia una nuova sfida per tutti noi: aziende e progettisti». Giuliano Rebechi

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