Sicurezza
Franceschi a Rosi «Forte malata? Prof, ci dia la terapia»
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Una pista ciclabile e traffico sul lungomare a Forte2 MINUTI DI LETTURA
FORTE. Come tutte le "bombe", dopo la deflagrazione ci vuole sempre del tempo per riprendersi dallo choc: e così sembra essere accaduto con le pesanti denunce sullo stato ambientale del Forte, avanzate sul nostro giornale dal prof. Mauro Rosi, direttore del Dipartimento di Scienze della terra dell'Università di Pisa. Troppe auto (code, emissioni inquinanti), troppa edificazione e rumori. «Non so gli altri - ha commentato ieri mattina, Vasco Franceschi nella sua veste di ex amministratore locale e di possibile candidato sindaco - ma io sono rimasto fortemente preoccupato, per non dire spaventato, da quello che molto chiaramente ci ha detto il prof. Rosi, amatissimo concittadino e insigne scienziato. Siamo di fronte ad un fall-out, fortunatamente non nucleare, ma non saprei dire quanto meno pericoloso, da inquinamento naturale e ambientale, che mette a rischio la nostra salute, e quella dei nostri cari. Lei prof. Rosi - prosegue Franceschi - queste cose al sindaco Buratti e all'assessore all'ecologia e Agenda 21 gliele ha mai dette? Spero tanto che mi risponda di no, altrimenti saremmo alla revolverata!». «Comunque grazie ancora di averci fatto sapere quanto siamo ormai inadeguati ad affrontare la concorrenza turistica che ogni giorno che passa ci stritola sempre di più. Perché oggi sappiamo con esattezza più di ieri, visto che a certificare è uno studioso come lei, che la nostra aria, specie in stagione, non è pulita e tantomeno ossigenata; che le Alpi Apuane ci rimbalzano gli inquinanti che gli provengono la mattina con la brezza di mare; che il viale è la via più inquinata; che le piste ciclabili esistenti non sono organiche e ci si scontra con la mancanza della cultura di ciclabilità, per non parlare poi della politica di tolleranza e accettazione come atto di bonarietà amministrativa e di accoglienza, e così via. Grazie sinceramente per averci richiamato a questa dura e pericolosa realtà e grazie per averci fatto capire quanto siamo stati fino ad oggi irresponsabili e nocivi nella tutela della natura, della nostra vita quotidiana e della nostra economia turistica». «Un grazie più polemico - prosegue Franceschi - semmai le devo rivolgere per aver mandato un messaggio così diretto, che se ripreso dalle agenzie di stampa e da mass media renderà ancora più critica la prossima stagione estiva, più di quanto già non lo sia stata quest'ultima». «Ad ogni buon conto, - conclude Franeschi - adesso però le chiedo, una volta fatta questa reale e impietosa diagnosi di indicarci anche la terapia. Glielo chiedo, certo di interpretare il pensiero di molti, con umiltà e spirito di servizio. Non ci deluda. Ci aiuti!». Beh, non c'è cvhe dire, il professore ha certamente smosso le acque.
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