Sicurezza
«Tutti quei terreni sono di Terrinca e non di Levigliani»
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Uno scorcio di una cava sul Retro Corchia Il consigliere Stagi invita il Comune ad una verifica «Beni non acquistati: erano solo stati dati in affitto»
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STAZZEMA. Terrinca contro Levigliani: o meglio, si accende un'altra disputa sui cosiddetti beni comuni e in particolare su terreni che la comunità di Levigliani dice di aver, illo tempore, acquistato. Il caso viene sollevato dal consigliere comunale Baldino Stagi che invita l'amministrazione comunale «ad avviare una attenta verifica dei documenti secondo i quali la comunità di Levigliani ritiene di aver acquistato i terreni che vengono definiti "Beni Comuni». «Per quanto mi è dato conoscere ritengo infatti tale affermazione in contrasto con la realtà documentale», dice Stagi, secondo il quale poi gli stessi avvocati Mario Baratta e Luca Lattanzi, che da molti anni assistono le comunità di Levigliani e che dunque conoscono molto bene lo stato delle cose, dichiarano su molti documenti che la Comunione dei Beni di Levigliani risulta essere proprietaria e/o livellaria in perpetuo dei suddetti beni in conseguenza a quanto stipulato con il contratto rogato dal notaio De Falchis nel 1795. «Analizzando l'atto testé citato, si nota subito che si tratta di una "Condutio Livellaria" e non di un atto di vendita - dice Stagi - Nel corpo del contratto si fissano infatti le quote che dovranno essere versate annualmente, vi si legge ad esempio che al sig. Stefano Neri viene affidata la particella n. 1 situata in luogo detto "Nel Bosco" per l'annuo canone e simil laudemio di soldi quattro. Stessa sorte tocca anche a tutti gli altri 64 cittadini di Levigliani. Si legge più avanti che i rispettivi "conducenti" ed i loro discendenti, dovranno pagare in solido tra loro l'annuo canone stabilito di soldi quattro ciascuno. Appare quindi evidente che, per quanto si possa evincere dalla lettura del succitato contratto, da sempre assunto a fondamento delle rivendicazioni del paese di Levigliani, i cittadini leviglianesi non risulterebbero essere "proprietari" dei beni comuni ma dei semplici "livellari". Chiedo quindi che il Comune provveda ad effettuare tutte le verifiche del caso ed intraprenda tutte le azioni consequenziali, sia per quanto riguarda la riscossione di eventuali crediti, sia per quanto riguarda eventuali risvolti che potrebbero interessare la controversia che contrappone le comunità di Terrinca e Levigliani sulla vicenda Retro Corchia».
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