Il Tirreno

Versilia

Il caso. Imposte e contributi non pagati: rateizzazione dal 2010. Tra le decisioni il maggiore ricorso ai volontari

«Servizi sospesi se sarà necessario»

Donatella Francesconi
<b>BILANCIO IN ROSSO.</b> A destra l&#146;ingresso della sede in centro con il manifesto del Consiglio; sotto, il presidente Roberto Monciatti
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BILANCIO IN ROSSO. A destra l’ingresso della sede in centro con il manifesto del Consiglio; sotto, il presidente Roberto Monciatti

Il consiglio della Misericordia fa il punto sulla crisi finanziaria dell'associazione

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 VIAREGGIO. «Crisi di liquidità» per la Misericordia che, in una nota, spiega così le difficoltà finanziarie dell'associazione di volontariato. A questo - continua il comunicato - «va sommata una non puntuale gestione dei crediti che ha generato delle perdite che hanno pesato sul bilancio».  La Misericordia esce allo scoperto, dopo le inchieste del "Tirreno" di questa estate, e ammette le difficoltà spiegando cause e possibili soluzioni. Tra le righe, ma neanche troppo, si percepisce la necessità di individuare delle responsabilità per quanto sta accadendo.  La non puntuale gestione dei crediti e le perdite che ne sono seguite, continua il comunicato, «generò l'omesso versamento di imposte e contributi negli anni pregressi ed ha causato con le successive rateizzazioni (che comprendono oltre al capitle anche le sanzioni e gli interessi) un aggravio di pagamenti nel 2010 e nei successivi».  Tale situazione - spiega la Misericordia - «sta generando una notevole crisi di liquidità dell'associazione che ha in essere sia fidi sui conti correntri che operazioni di anticipo su fattura, Negli ultimi 15 anni si è fatto ricorso più a finanziamenti a breve che a medio lungo termine».  A questo si somma il fatto che la Misericordia «soffre di una crisi di liquidità dovuta alla mancata tempestiva riscossione dei corrispettivi dei servizi che costringono all'indebitamento bancario con il pagamento conseguente di rilevanti somme per gli interessi passivi bancari». L'associazione - ricorda il comunicato - eroga servizi ad Enti pubblici quali Comuni, Asl, Società della salute, per il trasporto di Pronto soccorso e l'alloggio di minori nelle strutture del De Sortis, «oltre ad altre prestazioni di minore rilevanza». Magistrato e Consiglio, che della Misericordia sono gli organismi direttivi, «hanno deliberato di mettere in vendita villa Baldi a Città Giardino ed un palazzo locato in piazza Shelley. Tali incassi consentiranno di ridurre sensibilmente l'indebitamento bancario a breve, con contemporanea drastica riduzione del costo degli interessi passivi». Solo che «purtroppo, stante le condizioni del mercato immobiliare, ad oggi non sono per il momento pervenute proposte accettabili».  Nel documento che il Consiglio ha approvato in questi giorni c'è «l'invito pressante al Magistrato affinché nei prossimi 4 mesi provveda ad una forte riduzione delle spese. Se necessario con la revisione e sospensione di alcuni servizi».  «Nella certezza - conclude il comunicato - che questo momento transitorio abbia un epilogo positivo, il Consiglio ed il Magistrato si adopereranno per un maggiore coinvolgimento dei confratelli e delle consorelle volontari nel vari servizi, sollecitando il Provveditore ed il Magistrato tutto ad un attento e periodico controllo della poliitca economica dell'ente».  Alla fine la rassicurazione: «Intendimento primario è quello di normalizzare il flusso di liquidità. Perché sia fatto fronte agli impegni con le ditte che forniscono servizi o beni all'Arciconfraternita».  Sull'ingresso della sede di via Cavallotti è stato affisso un manifesto con un impegno preciso: «Dare alla cittadinanza, alla Fratellanza, notizie esatte e precise sulla situazione e sulle iniziative in corso».

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