Sicurezza
Quattro accoltellati sulla Marina
Donatella Francesconi
Un tunisino ferito gravemente: fu preso a sciabolate in piazza Piave a giugno
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TORRE DEL LAGO. Quattro del mattino, Marina di Torre del Lago: la notte della legalità, con l'iniziativa che ha ospitato la Carovana antimafia, quando manca poco all'alba si trasforma nel solito Far West. La telefonata alla centrale operativa del 118 dell'ospedale Versilia racconta di due feriti, a terra, davanti allo "Stupida" proprio in fondo a viale Europa. Oltre all'ambulanza arrivano sul posto anche carabinieri e polizia: i due uomini sanguinanti sono un cittadino tunisino di 41 anni ed uno, marocchino, di 26 anni. Entrambi hanno addosso ferite riconducibili ad armi da taglio. Mentre i due ricevono le prime cure al Pronto soccorso del Versilia, in ospedale si presenta un giovanissimo marocchino, vent'anni appena: anche lui è ferito, sia pur lievemente, all'addome. Racconta di essere stato aggredito e rapinato da quattro uomini, tutti tunisini. I medici si prendono cura di tutti. Mentre le forze dell'ordine mettono mano ad una prima ricostruzione dei fatti, decisi ad andare fino in fondo anche sulla versione del più giovane dei tre. Il più grave sarà poi trasporato all'ospedale di Livorno, reparto di neurochirurgia: oltre alle ferite da coltello ha numerose frattute al volto, forse prodotte con bastoni. Ma la notte non è finita qui. Poco dopo le sei del mattino un altro tunisino viene trovato a terra, alla chiesina dei pescatori in Darsena. È una vecchia conoscenza: per la stazza lo chiamano "Tyson", ed è lo stesso che rimase ferito a giugno nel corso dell'episodio in piazza Piave che vide un gruppo di stranieri prendersi a sciabolate. Operato nella mattinata, ha riportato nell'aggressione profonde ferite all'addome e alla spalla sinistra. I carabinieri non ci mettono molto a ricostruire che anche Tyson si trovava sulla Marina di Torre del Lago quando sono stati soccorsi i primi feriti. Solo che lui si era sottratto al ricovero in ospedale, scappando per la pineta. Niente di nuovo sotto il sole. L'estate appena trascorsa ha portato sulla Marina della frazione, ma anche in Passeggiata ed in Darsena, una recrudescenza dello spaccio. Al quale si è aggiunta una criminalità diffusa che si è prodotta in rapine, pestaggi, prostituzione soprattutto maschile. I giovani magrebini si vendono, molto richiesti, per poche decine di euro. E dopo il sesso mettono le mani nelle tasche e nelle borse dei clienti. Il giro non è solo versiliese. L'estate si è aperta con la sparatoria alla Bufalina e si conclude con gli accoltellamenti sulla Marina, episodi legati dalla quotidianità del mercato della droga. Fortemente radicato tra Torre del Lago e Pisa, con l'Aurelia - all'altezza del vecchio passaggio a livello - punto di ritrovo per clienti e spacciatori, con un via vai continuo di auto e di personaggi che entrano ed escono dalla pineta. A Torre del Lago - racconta chi lavora sulla Marina - «ti spaccano la macchina per rubare un pacchetto di sigarette e due euro. Sono arrivati perfino a rubare la benzina dai motorini! E se ti trovano in tasca solo pochi spiccioli rischi che ti facciano ancora più male perché non ci credono...». L'ultimo episodio ha portato a Viareggio, ieri mattina, il Prefetto. Accompagnato da Questore e comandante provinciale dei carabinieri. Gli stessi, insomma, con i quali discute da mesi intorno al tavolo del Comitato per l'ordine pubblico. Gli stessi insieme ai quali ha ascoltato il grido d'allarme dei gestori dei locali e della presidente del Consorzio Friendly Versilia, Regina Satariano che si è sgolata a raccontare l'illegalità diffusa sulla Marina. Dallo spaccio, alla vendita abusiva di bibite (si racconta che le scorte siano conservate in alcuni campeggi compiacenti), fino a quei balneari - è la testimonianza che abbiamo raccolto - i quali «chiedono 1 euro e mezzo a borsa per fare da magazzino ai venditori sulla spiaggia». Senza parlare di chi «affitta le cabine con la brandina dentro. Mare e dormire, tutto compreso». In barba alla dilagante crisi del turismo.
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