Il Tirreno

Versilia

Carnevale. La posizione della coppia Politi-Borri

«Ecco perché diciamo no allo sciopero dei bozzetti»

<strong>FUORI DAL CORO.</strong> I carristi Simone Politi e Priscilla Borri
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FUORI DAL CORO. I carristi Simone Politi e Priscilla Borri

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VIAREGGIO. Sono gli unici carristi a non aver firmato la lettera inviata alla Fondazione nella quale annunciano lo «sciopero dei bozzetti». Simone Politi e Priscilla Borri spiegano adesso la loro posizione «fuori dal coro» rispetto ai colleghi. «Crediamo che i "ruoli" siano da rispettare - scrivono i due - e che sia compito della Fondazione, come si legge nel regolamento, comunicare la data di presentazione dei progetti. I costruttori possono prenderne atto, adeguarsi, ma non "turbare" lo svolgimento di un concorso pubblico. Anzi, si potrebbe forse prefigurare anche qualche reato se lo facessero».  Poi aggiungono. «E' invece condivisibile il richiamo al rispetto dei regolamenti già esistenti, che prevedono la conferma della scadenza di erogazione del primo acconto a partire dal 10 ottobre e la conferma del "corrispettivo" delle costruzioni che nel triennio deve essere dello stesso importo aumentato di adeguamento Istat, previsto per legge. Crediamo infatti giusto e opportuno garantire a tutti i partecipanti, come minimo, lo stesso trattamento economico durante lo svolgimento del concorso che ricordiamo essere triennale.  «Se la Fondazione riterrà opportuno far slittare ulteriormente il termine entro il quale comunicare la data di presentazione delle domande, che da regolamento era il 29 luglio, perché non ha ancora reperito le risorse necessarie o per altre ragioni, dovrà essa comunicarlo ufficialmente ai costruttori, che potranno prenderne atto, sottolineando però che non è nel loro interesse fare slittare questa data. Se a causa di tale scelta della Fondazione, dovessero anche slittare le scadenze per l'erogazione degli acconti previsti dal bando, sarà necessario e giusto riconoscere ai partecipanti i disagi causati da mancanza di liquidità, ossia gli interessi "bancari" salatissimi che vengono applicati per la richiesta di scoperti o per prestiti».

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