Il Tirreno

Versilia

Due leoni per il «Torriani»

Franco A. Calotti
Due leoni per il «Torriani»

Cipollini e Fiorenzo Magni premiati alla Capannina

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 FORTE DEI MARMI. Due leoni sul palco della Capannina ieri mattina: "Il Leone delle Fiandre", Fiorenzo Magni e il "Re Leone" Mario Cipollini, uniti, sul filo dei ricordi e della commozione al Premio "Vincenzo Torriani", il mitico patron del Giro d'Italia che proprio quindici anni fa ci lasciava, e che è stato assegnato ieri alla Capannina di Franceschi.  Anche quest'anno il fil-rouge che ha legato i vincitori della quattordicesima edizione è stata, naturalmente, la passione per il ciclismo: vissuta nella carriera fulgida e mondiale di Mario Cipollini (14 anni di corse e di sprint con 181 vittorie), raccontata teneramente nel film di Pupi e Antonio Avati "Una sconfinata giovinezza" (storia drammatica di un giornalista sportivo appassionato di ciclismo), e partecipata come in quella di un manager del "made in Italy" come il presidente dell'Enit, Matteo Marzotto.  Pupi Avati, incantato dalla Capannina dove si è ripromesso di girare un film, ha raccontato il suo cinema di persone normali, così diverse dai tanti campioni presenti in platea, e gli ha fatto eco il fratello Antonio ricordando la sua passione per il grande Nencini.  Un vero parterre de roi di ex campioni ha naturalmente salutato la manifestazione: da Bitossi a Poggiali, da Fini a Bartolozzi, da Baldini a Magni fino al grande Alfredo Martini che ha ricordato i merito di Torriani nell'unificare l'Italia del Dopoguerra, rammentando i sassi e gli spari di Pieris nella tappa che doveva arrivare nella Trieste occupata del '46.  Il ciclismo come veicolo turistico è stato invece al centro dell'intervento del quarto vincitore premiato di quest'anno, il presidente dell'Enit, Marzotto, che ha raccontato alcuni aneddoti sugli elicotteri del Giro d'Italia come veicolo promozionale del Belpaese.  Nel parterre della Capannina, ieri mattina, si è parlato, naturalmente, anche dei Mondiali di Ciclismo in Toscana con l'anteprima del bel filmato che promuoverà all'estero l'iride del 2013 e per i quali è intervenuto anche Riccardo Nencini, presidente del Comitato Organizzatore, che ha annunciato la volontà di modificare leggermente il percorso della gara dei professionisti in ossequio alla santità laica e religiosa dell'Arte, in modo da farli transitare, nel finale, da Piazza San Giovanni a Firenze, tra il Duomo e il Battistero.  Il premio assegnato dall'Associazione Aldo ed Emilio De Martino è andato invece al collega Franco Calamai, "Cuore d'argento" per la sua cinquantenaria carriera professionale.  Il premio Torriani, dedicato al mitico patron di quarantasette Giri d'Italia - e che qui al Forte aveva un suo buen retiro - conclude la serie di eventi presentati a Forte dei Marmi in questi giorni: la mostra fotografica al Fortino "I più forti al Forte" che resterà, comunque, aperta sino al 2 di ottobre, e la proiezione del film degli Avati "Una sconfinata giovinezza" proposta l'altra sera al Nuovo Lido.  Appassionata la presentazione del Direttore di Rai Sport Auro Bulbarelli a cui i fratelli Torriani hanno donato una vecchia foto in bianco nero con dedica scattata a Torriani ad un Giro di tanti anni, da suo papà, Rino Bulbarelli, famoso giornalista, amico del patron e soprattutto di Forte dei Marmi.  Una bella giornata e anche - non guasta mai - tanta commozione.

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