Il dolore
«La tassa? Non ci piace, anche se...»
Luca Centini
No di fondo da Forte a Camaiore, ma la discussione è aperta
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Non piace per niente, eppure nessuno si sente di escludere un "rapporto" futuro con lei. Stiamo parlando della tassa di soggiorno, tentazione fatale per tanti Comuni toscani, balzello insopportabile per turisti e associazioni di categoria. In Versilia la discussione sulla tassa è partita da Marina di Pietrasanta. L'amministrazione Lombardi ha ammesso di pensare seriamente a una sua introduzione, anche se di mosse concrete - per ora - non c'è traccia. E gli altri? Da Forte, a Viareggio, passando per Camaiore l'imposta tanto discussa sembra non aver fatto breccia.
La tassa non piace. Sindaci e assessori si trincerano dietro un no di fondo, anche se non chiudono le porte al dialogo e, nel caso di una presa di posizione "comprensoriale", non escludono di poter cambiare idea. «Se ci abbiamo pensato? Sì, quando abbiamo elaborato il bilancio. E ci siamo espressi con un no secco - racconta il sindaco di Viareggio Luca Lunardini - in ogni caso non abbiamo pregiudizi di alcun tipo. Un tavolo di discussione tra i Comuni e le associazioni di categoria potrebbe essere la strada».
Casse all'asciutto. Siamo in Versilia. Le amministrazioni comunali sanno bene quanto l'imposta rischi di essere odiosa per i turisti. Eppure il fantasma della tassa di soggiorno aleggia ancora. Il motivo? «Chiedete al governo», rispondono in coro i primi cittadini. Sì, perchè la manovra economica darà una nuova, grave, stangata alla tenuta finanziaria degli enti locali. Vincoli ancora più stretti del patto di stabilità, tagli ai finanziamenti. Per reggere il colpo i Comuni, tutti sul piede di guerra indipendentemente dai colori politici, sono costretti a tirare la cinghia e, magari, chiedere aiuto ai cittadini ritoccando addizionale Irpef e tariffe. In questo contesto la tassa di soggiorno è un richiamo che difficilmente si è in grado di ignorare. «I tagli ci impongono una riflessione profonda - dice il sindaco di Forte dei Marmi Umberto Buratti - la tassa di soggiorno? Ce l'avevamo anche negli anni '70, poi fu tolta perchè ritenuta ingiusta. La mia opinione non cambia, sono contrario perchè si tratta di un balzello a carico dei turisti. Non è da lì che dobbiamo recuperare risorse».
Quanto pesa la tassa. In uno scenario di tagli selvaggi la tassa di soggiorno fa gola ai Comuni, soprattutto quelli con un buon numero di presenze turistiche. Ciascuna amministrazione può scegliere come applicare l'imposta. L'impressione generale sembra, comunque, far prevalere la linea di 1 euro per ogni stella. La tariffa si applica a persona per notte e viene integrata nel prezzo della camera. Se si prendono i dati sui flussi turistici del 2010 in Versilia ci si rende conto di quanto peserebbe la tassa. Camaiore, ad esempio, rimpinguerebbe le casse di oltre 1,5 milioni di euro solo dagli alberghi, ipotizzando tre stelle come valore medio degli hotel. Anche Pietrasanta supererebbe la soglia di 1,5 milioni, mentre Viareggio si fermerebbe - si fa per dire - a poco più di 1,4 milioni, anche perchè buona parte delle presenze turistiche sono accolte in strutture extra-alberghiere.
Tutti o nessuno. «La Versilia? Deve restare un pacchetto unico». Le amministrazioni comunali rispondono così quando si ipotizza l'applicazione della tassa a Marina di Pietrasanta. «Non abbiamo mai preso in considerazione la tassa di soggiorno - dice l'assessore al turismo di Camaiore, Claudia Bonuccelli - comunque sarebbe controproducente se i comuni dello stesso territorio assumessero decisioni diverse tra loro». In questi giorni i primi a muoversi sono stati gli albergatori che, per voce del presidente Luca Baldini della sede di Marina di Pietrasanta, hanno espresso preoccupazione, chiedendo un incontro rapido con l'amministrazione Lombardi. Pochi giorni prima era stata la sua collega di Viareggio, Beatrice Taccola a sollevare forti dubbi sull'imposta.
La tassa non piace. Sindaci e assessori si trincerano dietro un no di fondo, anche se non chiudono le porte al dialogo e, nel caso di una presa di posizione "comprensoriale", non escludono di poter cambiare idea. «Se ci abbiamo pensato? Sì, quando abbiamo elaborato il bilancio. E ci siamo espressi con un no secco - racconta il sindaco di Viareggio Luca Lunardini - in ogni caso non abbiamo pregiudizi di alcun tipo. Un tavolo di discussione tra i Comuni e le associazioni di categoria potrebbe essere la strada».
Casse all'asciutto. Siamo in Versilia. Le amministrazioni comunali sanno bene quanto l'imposta rischi di essere odiosa per i turisti. Eppure il fantasma della tassa di soggiorno aleggia ancora. Il motivo? «Chiedete al governo», rispondono in coro i primi cittadini. Sì, perchè la manovra economica darà una nuova, grave, stangata alla tenuta finanziaria degli enti locali. Vincoli ancora più stretti del patto di stabilità, tagli ai finanziamenti. Per reggere il colpo i Comuni, tutti sul piede di guerra indipendentemente dai colori politici, sono costretti a tirare la cinghia e, magari, chiedere aiuto ai cittadini ritoccando addizionale Irpef e tariffe. In questo contesto la tassa di soggiorno è un richiamo che difficilmente si è in grado di ignorare. «I tagli ci impongono una riflessione profonda - dice il sindaco di Forte dei Marmi Umberto Buratti - la tassa di soggiorno? Ce l'avevamo anche negli anni '70, poi fu tolta perchè ritenuta ingiusta. La mia opinione non cambia, sono contrario perchè si tratta di un balzello a carico dei turisti. Non è da lì che dobbiamo recuperare risorse».
Quanto pesa la tassa. In uno scenario di tagli selvaggi la tassa di soggiorno fa gola ai Comuni, soprattutto quelli con un buon numero di presenze turistiche. Ciascuna amministrazione può scegliere come applicare l'imposta. L'impressione generale sembra, comunque, far prevalere la linea di 1 euro per ogni stella. La tariffa si applica a persona per notte e viene integrata nel prezzo della camera. Se si prendono i dati sui flussi turistici del 2010 in Versilia ci si rende conto di quanto peserebbe la tassa. Camaiore, ad esempio, rimpinguerebbe le casse di oltre 1,5 milioni di euro solo dagli alberghi, ipotizzando tre stelle come valore medio degli hotel. Anche Pietrasanta supererebbe la soglia di 1,5 milioni, mentre Viareggio si fermerebbe - si fa per dire - a poco più di 1,4 milioni, anche perchè buona parte delle presenze turistiche sono accolte in strutture extra-alberghiere.
Tutti o nessuno. «La Versilia? Deve restare un pacchetto unico». Le amministrazioni comunali rispondono così quando si ipotizza l'applicazione della tassa a Marina di Pietrasanta. «Non abbiamo mai preso in considerazione la tassa di soggiorno - dice l'assessore al turismo di Camaiore, Claudia Bonuccelli - comunque sarebbe controproducente se i comuni dello stesso territorio assumessero decisioni diverse tra loro». In questi giorni i primi a muoversi sono stati gli albergatori che, per voce del presidente Luca Baldini della sede di Marina di Pietrasanta, hanno espresso preoccupazione, chiedendo un incontro rapido con l'amministrazione Lombardi. Pochi giorni prima era stata la sua collega di Viareggio, Beatrice Taccola a sollevare forti dubbi sull'imposta.
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