Il Tirreno

Versilia

«In crisi la qualità dell'ambiente»

Franco Angelo Calotti
Il professor Mauro Rosi e una panoramica del litorale di Forte
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Il professor Mauro Rosi e una panoramica del litorale di Forte

Il professor Rosi: «Forte sta prendendo i difetti delle grandi città»

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 FORTE. «Ci stiamo dimenticando da troppo tempo della qualità dell'ambiente che è la chiave di volta della nostra offerta turistica. Il Forte tende ormai ad avere sempre più i difetti e problemi delle città, mentre dovrebbe essere esattamente l'opposto».  A dipingere una realtà trascurata è il professor Mauro Rosi, solide radici fortemarmine e una carriera accademica di prestigio. Dalla direzione del Dipartimento di Scienze della terra dell'Università di Pisa, alle missioni tecniche per le Nazioni Unite.  Il Forte è la patria dei vip, oggi dei russi danarosi, della bella gente. Ed è bella, con pinete, una spiaggia con un panorama unico.  Di cosa dovrebbe preoccuparsi? «L'ha detto lei, siamo in una situazione che sembra perfetta. Si crede che, durante la stagione turistica, ci sia anche un'aria pulita e ossigenata. Ma purtroppo la realtà è ben diversa».  Il professore si riferisce allo smog delle auto.  «Tutte quelle code a cui abbiamo assistito quest'estate, ad ogni ora del giorno, da via Padre Ignazio a via Michelangelo, fino a quelle in uscita ogni mercoledì mattina dall'autostrada verso il mercato sono fonte di fattori altamente inquinanti che danneggiano il nostro ambiente e quindi alla lunga anche le tasche dei nostri operatori turistici. E ne ho avuto conferma da una insigne studiosa francese esperta di qualità dell'aria. Qui al Forte non vi è alcuna forma di regolamentazione di accesso alle aree pregiate: basti pensare al viale a mare che sarebbe la nostra vetrina migliore, ma che è anche la più inquinata e inquinante, certo molto diversa da quando fu concepito negli anni Trenta. E le vetture spuntano sempre fuori anche dalle zone pedonali. Così che perfino le nostre Alpi Apuane - prosegue il prof. Rosi - che dal punto di vista della godibilità panoramica sono una grande attrattiva, in realtà nascondono un'insidia. Infatti quando spira la brezza di mare gli inquinanti che occupano la parte bassa dell'atmosfera vengono sospinti verso le montagne che fanno da sponda e la sera, quando arriva la brezza di terra, vengono riportati pari pari al Forte. Insomma paradossalmente anche la nostra conformazione geografica non ci sta aiutando: da questo punto di vista stanno meglio di noi Rimini e Riccione che alle spalle non hanno niente».  «A questa situazione contribuiscono le poche piste ciclabili e non organiche (Forte dei Marmi: una spiaggia due ruote appare più uno slogan mito che una realtà vista la situazione veicolare in estate) che contribuiscono a far utilizzare impropriamente le auto, tant'è che io penso che perfino quella simbologia usata sull'autostrada dell'ombrellone con la sdraio e la bici sia da questo punto di vista ingannevole».  Insomma il suo è un allarme bello e buono! «Si perché se Forte vuole battersi al vertice delle località turistiche è arrivato il momento di avere le carte in regola: invece sbagliamo tutto, se facciamo una pista per le bici, ad esempio, la poniamo a fianco di arterie stracolme di veicoli e non diamo a queste sviluppi coerenti che intercettino i bisogni. Una prova? In via Mazzini nel tratto fino a via Michelangelo c'è sempre un flusso continuo di biciclette contromano alla direzione obbligata degli altri veicoli e non c'è pista ciclabile, analogamente avviene in via Trento. Eppure tanti dei nostri clienti - prosegue Rosi - vengono dal nord dove c'è una cultura diversa sulla ciclabilità ed è grave, tanto per dirne una, che noi non riusciamo ad intercettarla e svilupparla».  E dei rumori? «Anche in questo caso si è fatto poco. La verità è che su questi aspetti di sostanza, qui al Forte, c'è la tendenza a lasciar correre come atto di bonarietà amministrativa e di accoglienza, quasi tollerare fosse un gesto di buon governo. In realtà sotto tanti aspetti siamo invece alla liquefazione delle regole, alla fiera del fare da sé che è sempre un peccato grave. A cominciare dalle reti fognarie nere e bianche che devono essere ben distinte, alla tutela reale del verde non solo a parole, perché mentre una pianta con il sole arricchisce l'ambiente, l'asfalto con il sole arroventa l'estate! Oggi con l'aumento delle aree edificate c'è sempre meno verde, e non c'è dubbio che anni fa per questo l'ambiente era migliore». Sta sollevando questioni grosse...«Sì - prosegue Rosi - e non vorrei che si pensasse che faccio dell'accademia. Al Forte non possiamo più bearci di ciò che abbiamo perché rischiamo di uscire dal mercato nei confronti di chi capirà queste esigenze e le interpreterà prima di noi. Chi viene dalle città ha un forte richiesta ambientale e noi assieme alle proposte culturali e turistiche dobbiamo riuscire a dare un'offerta ambientale che finora non abbiamo saputo tutelare a sufficienza, né valorizzare. Servono piani a breve, medio e lungo termine e dobbiamo smetterla di voler fare la piccola città con vizi e difetti di quelle grandi!».

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