Il Tirreno

Versilia

Troppi dubbi in Passeggiata

Martina Ambrogi
Troppi dubbi in Passeggiata

Bar e negozi temono che i lavori durino troppo

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 VIAREGGIO. L'inizio dei lavori è annunciato, ieri la firma del contratto con Varia costruzioni, l'azienda capofila per la realizzazione del restyling della Passeggiata e tra gli esercenti del tratto interessato - dal molo a piazza Mazzini (esclusa) - si inizia a pensare a vantaggi e svantaggi che i lavori porteranno.  Tutti d'accordo sulla necessità di dare un volto diverso al salotto buono, da anni all'ordine del giorno delle chiacchiere e delle polemiche: ma tante le preoccupazioni e i nodi da sciogliere. «Quando qualcuno fa i lavori in casa propria e non comanda - afferma Luigi Cecchi del bar Fauzia - qualche problema c'è sempre. Dobbiamo sottolineare che finalmente dopo tante promesse la Passeggiata verrà sistemata e speriamo che nel corso delle operazioni siano tutti propensi a non danneggiare le attività».  L'elenco dei problemi è lungo. «Sono più che contento dell'inizio dei lavori - spiega Marco Prati del bar Prati - specialmente se otterremo la stessa eco avuta a Lido. L'unica nota negativa è legata alle aiuole perché i passaggi pedonali saranno soltanto di fronte alle vie e noi che ci troviamo nel mezzo a due ingressi non saremmo immediatamente visibili ai passanti che sceglieranno altri bar più facilmente raggiungibili».  I punti di accesso alla Passeggiata sono infatti limitati e le aiuole senza camminamenti saranno inattraversabili. Ciò che si richiede inoltre è di velocizzare le operazioni di restyling per permettere alle attività di non stare fermi per lunghi periodi. «Che rifacciano la Passeggiata ben venga - spiegano Maria Silvia Meucci e Massimiliano Bonini del bar Odeon - e non vediamo l'ora di vederla sistemata, ma le operazioni devono essere fatte con la testa, gli operai devono lavorare e cercare di finire il progetto in tempi rapidi. La speranza poi è che facciano un bagno pubblico anche se sul piano non è previsto perché siamo diventati noi la toilette per tutti e la maggior parte di chi usufruisce del servizio neanche consuma».  Altro problema riguarda il carico scarico delle merci una volta posato l'asfalto architettonico che porterà a compimento il progetto. «Ora come ora - afferma Paolo Bigicchi di Sommariva - la Passeggiata è diventata un'autostrada, ma se non vogliono farci entrare i fornitori dovranno creare delle piazzole di sosta sulla strada per consentire il parcheggio dei camion». Ciò che più preoccupa gli esercenti del tratto interessato è la sorte delle tanto discusse verande sia in termini di alti costi per smontaggio e rimontaggio sia per la perdita di spazio dove accogliere i propri clienti. «Se devo eliminare il mio spazio esterno - dice Alfredo Bertolucci del ristorante Sa Playa - dovrò rinunciare a una bella fetta di tavoli che mi comporterà un danno economico per la diminuzione dei coperti e mi porterà a ridurre lo staff di personale che giustamente cercherà altrove se qui non trova la possibilità di lavorare. In più le strutture che andiamo a smontare dove le mettiamo che hanno un volume e occupano uno spazio non indifferente? Secondo me il Comune non ha ancora le idee chiare sul da farsi».  La sensazione di vaghezza dell'amministrazione in realtà ce l'hanno in tanti e preoccuparsi di più sono le attività che per prime verranno toccate dai lavori. «Per ora di ufficiale non sappiamo niente - spiega Angelo Bonuccelli, titolare di Tito - e prima di ritrovarci le ruspe davanti vorremmo essere avvertiti, così come vorremmo sapere che fine faranno le nostre verande».  Dello stesso parere il Manhattan. «È bene che i lavori li facciano - spiega il gestore Umberto Cosci - ma veloci. E soprattutto vogliamo conoscere le nostre sorti, sapere se possiamo mettere tavolini su piazza Campioni: senza spazio esterno siamo costretti a chiudere».

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