Il Tirreno

Versilia

Tremonti vuol far cassa con le spiagge

Matteo Tuccini
<b>BATTAGLIA.</b> Una manifestazione dei balneari contro la messa all&#146;asta delle concessioni
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BATTAGLIA. Una manifestazione dei balneari contro la messa all’asta delle concessioni

Potrebbero essere inserite nel maxi-piano di vendita del patrimonio pubblico

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 VIAREGGIO. Ci sarebbero anche le spiagge nel maxi-piano di messa in vendita del patrimonio pubblico messo a punto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Come ha rivelato il Sole 24 Ore, entro la fine del mese Tremonti sarà il cerimoniere di un incontro pubblico nella sede del ministero di via XX Settembre. Di fronte a lui i più grandi investitori italiani e internazionali (dalla Russia alla Cina e così via) e i gruppi bancari.  L'idea di Tremonti - secondo quanto è trapelato sulla stampa nazionale - è questa: per rimettere a posto le disastrate casse dello Stato si possono vendere ai privati le partecipazioni del Tesoro nelle grandi aziende di fornitura del gas e dell'energia elettrica, e dare via a una campagna di cessione di terreni e proprietà immobiliari che consenta di fare un bel guadagno.  E secondo quanto si vocifera, anche le concessioni demaniali potrebbero finire nel calderone. Ovviamente fatta salva la parte di spiaggia che deve obbligatoriamente rimanere pubblica.  Addio 6+6. Una notizia brutta per i balneari, a cui se ne aggiunge un'altra.  Ieri è iniziato al Senato il dibattito sulla legge comunitaria, che nei prossimi giorni porterà - se non verrà stralciato l'articolo 11 - all'abolizione del rinnovo automatico delle concessioni demaniali, il cosiddetto 6+6.  «Altro che soluzione del problema con l'Europa - affermano i senatori del Pd Manuela Granaiola e Andrea Marcucci - la legge comunitaria rischia di essere un passo indietro fatale per un settore vitale della nostra economia, come quello delle piccole e medie imprese balneari. Infatti l'articolo 11 abroga il 6+6, cioè il rinnovo automatico delle concessioni alla scadenza del periodo di validità di sei anni. Un provvedimento ingiusto, il governo lo cancelli».  Secondo i fautori dell'abolizione del 6+6, tra cui gli stessi tecnici del ministero delle politiche europee, la legge comunitaria supererà la procedura di infrazione avviata dall'Unione Europea nel 2009 per il mancato adeguamento alla direttiva Bolkestein.  «Il ministro Bernini intervenga». «Il rinnovo automatico delle concessioni rappresenta un importante strumento di garanzia, toglierlo di mezzo come vorrebbe il governo - spiegano i parlamentari democratici - significa vanificare di fatto la richiesta di deroga alla direttiva di Bruxelles e lasciare campo libero ai Mc Donald's della spiaggia. Al ministro Anna Maria Bernini, che anche recentemente in un incontro con la categoria ha promesso l'impegno del Governo, chiediamo con urgenza fatti concreti e non più inutili parole. L'articolo 11 della legge comunitaria deve essere stralciato, in caso contrario sarà l'Esecutivo a dover spiegare, in un contesto economico così drammatico, i motivi che lo hanno portato a decretare la messa in mora di oltre 30mila aziende balneari».  

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