Il Tirreno

Versilia

Inchiesta. L’ex patron del bar è stato accusato dai pentiti di rapporti con la camorra

Righi ha venduto Fappani

Luca Centini
Il bar-ristorante ex Fappani in Passeggiata a Viareggio
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Il bar-ristorante ex Fappani in Passeggiata a Viareggio

Sbarcò con grandi proclami e la Massese in mano

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 VIAREGGIO. E' stata la procura antimafia di Napoli a sollevare il coperchio a livello nazionale. Il tema? I rapporti ambigui tra la malavita e il settore della ristorazione. Poi il settimanale Espresso ha rincarato la dose con un'inchiesta giornalistica arrivata fino al cuore della Toscana. E, a sorpresa, anche Viareggio è finita nel calderone.  In particolare, sulle pagine del settimanale, è spuntato anche un nome illustre, quello di Salvatore Righi, ex patron della Massese calcio e imprenditore affermato nel settore della ristorazione. Uno che, a Viareggio, non si è nascosto, dal momento che - nel 2007 - ha acquistato il bar-ristorante ex Fappani in Passeggiata. Uno dei locali più famosi della città. Voleva trasformarlo in una pizzeria napoletana, ma nel luglio del 2010 ha rimesso ogni carica ufficiale della società "La Passeggiata Srl" che gestisce il locale.   L'inchiesta di Napoli. Partiamo dall'inizio. Dall'inchiesta aperta dalla procura antimafia di Napoli sui legami tra la camorra e il business della ristorazione. Un meccanismo ben rodato, con la criminalità organizzata che mette a dispozione capitali da capogiro nelle mani di professionisti del settore. Il risultato? Catene di pizzerie aperte in tutta Italia venute fuori grazie a fondi di "dubbia" provenienza. Legali, almeno in apparenza. Anche perchè dimostrare il reato di riciclaggio si rivela sempre molto complicato.  Le ombre sulla Passeggiata. L'Espresso, parallelamente alla procura, ha svolto una sua indagine giornalistica, facendo balzare fuori anche il nome di Salvatore Righi. Il settimanale ricostruisce la storia della famiglia dell'imprenditore. Fin da quando nell' 83 Salvatore Righi, il padre Ciro e il fratello Luigi vengono arrestati per riciclaggio, a margine dell'inchiesta sul sequestro del gioielliere Luigi Presta.  Ma, una volta uscito dal carcere, Salvatore si "vendica", entrando con forza nel business della ristorazione. In pochi anni le catene "Pizza Ciro" e "Ciro e Ciro" invadono il centro di Roma. L'Espresso conta 73 sigle aperte in 15 anni.  E nel 2007 i fratelli Righi arrivano anche in Passeggiata, mettendo le mani sul locale storico ex Fappani. L'idea? Trasformare il locale simbolo di Viareggio nel posto - che si sarebbe chiamato "Da Ciro" - dove mangiare la pizza più buona della città.  Poi, però, il ripensamento: «Nessuna trasformazione radicale per il vecchio Fappani - dichiarò il vulcanico imprenditore. E lo spirito del locale è rimasto quello di sempre.  Righi è rimasto nella società "La Passeggiata" fino al luglio 2010. Poi una serie di movimenti hanno cambiato l'assetto della società, tra cui anche l'uscita degli altri familiari. Non sappiamo se il farsi da parte sia legato o meno alle voci, emerse definitivamente in questi giorni.  L'accusa. L'inchiesta dell'Espresso indica la famiglia Righi come molto vicina al clan Contini. In particolare sarebbe stato il pentito Salvatore Giuliano a rivelare ai pm napoletani l'attività dei componenti della famiglia, che avrebbero riciclato denaro sporco per conto della camorra. Il meccanismo, da Roma fino a Rimini e Viareggio, sarebbe controllato da una serie articolata di società, costruite come delle scatole cinesi.  Da tempo l'attività della guardia di finanza è particolarmente attenta a Viareggio ai rapporti tra la malavita e il settore della ristorazione. Ma sulla vicenda permane per il momento il massimo riserbo e non trapelano informazioni.  Pizza e... calcio. Il nome di Righi non è conosciuto in zona solo per la gestione dell'ex Fappani, ma anche per le avventure movimentate, vissute da protagonista del calcio locale.  E' stato infatti il pallone il primo amore toscano per Salvatore Righi, che nel giugno 2007, sei mesi prima di acquisire il bar viareggino, è diventato patron della Massese calcio.  Un'esperienza lampo, visto che, dopo le vibranti polemiche con il presidente Ferrara, decise di cedere le quote già a ottobre. Nei mesi successivi si parlò a più riprese di un suo rientro in società, ma non se ne fece di nulla. e anche il flirt con la Pistoiese, altra blasonata società di calcio, si dimostrò solo una bolla di sapone.

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