Il Tirreno

Versilia

La villa di Puccini si rifà il trucco

Luca Centini
Un gruppo di visitatori all’uscita della villa-museo di Puccini nascosta dalle impalcature e (a destra) Simonetta Puccini, nipote del maestro
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Un gruppo di visitatori all’uscita della villa-museo di Puccini nascosta dalle impalcature e (a destra) Simonetta Puccini, nipote del maestro

Intervento su facciata e tetto del museo dedicato alla vita del compositore

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 TORRE DEL LAGO. Lucca e Torre del Lago. Due luoghi simbolo della vita di Giacomo Puccini. Due realtà che, viste ieri, sembravano più lontane del solito.  Mentre a Lucca si celebrava in pompa magna la riapertura della casa natale del compositore, la villa-museo di Torre del Lago se ne stava nascosta, coperta in larga parte dalle impalcature. Tra le mura giallastre dell'edificio i gruppi di turisti proseguivano le visite, mentre all'esterno gli operai lavoravano al corposo intervento di manutenzione che dovrebbe concludersi a gennaio.  «Rifacciamo il tetto e tutta la facciata del palazzo - spiega Simonetta Puccini, nipote del maestro - lo facciamo senza il contributo degli enti pubblici, ma con l'aiuto di uno sponsor tedesco. Abbiamo iniziato appena venti giorni fa, è un intervento importante».  E' come se il fermento dovuto alla casa natale di Lucca abbia in qualche modo trascinato anche la villa di Torre del Lago, che in questi mesi si rifarà il trucco. «Puccini è nato a Lucca, ma è tra queste mura che è venuta alla luce gran parte della musica di mio nonno - racconta la signora Simonetta - se l'apertura della casa di Lucca gioverà anche a Torre del Lago? L'interesse per questa casa c'è sempre stato, così come non sono mai mancati i visitatori». Eppure anche per la villa di Torre del Lago sono in serbo delle novità, in quello che sembra l'anno del rilancio del grande maestro.  «Vede la casa accanto? - chiede Simonetta Puccini - è di proprietà della Fondazione Simonetta Puccini. Entro il prossimo anno contiamo di allestire tra quelle mura una nuova sezione del museo. Sarà un'ala moderna, dedicata soprattutto all'aspetto didattico». Novità che, invece, non sono all'orizzonte per la terza casa dove Puccini ha vissuto, ovvero la villa al Marco Polo di Viareggio. Recentemente l'edificio è stato acquisito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.  Le impalcature nascondono il fascino della villa di Torre del Lago, ma i gruppi di turisti non rallentano il via vai tra le stanze. La signora Simonetta non vuole che si scattino fotografie all'interno. «Un'altra volta, ora è troppo in disordine", mentre si muove tra un cimelio e un altro. La cappella che ospita le spoglie del maestro, pur essendo centrale, non dà un'aria funebre alla villa.  Negli scaffali e nei mobili antichi, protetti dai vetri, si osservano documenti preziosi, spartiti. Tanti oggetti che hanno riempito la vita del compositore. Queste stanze rappresentano tutto Puccini. Quello più conosciuto, nella sala studio con il pianoforte attaccato al muro. E lì che fumava una sigaretta dopo l'altra e, di notte, componeva la sua musica. Ma la casa fa rivivere anche il Puccini meno noto. Amante della caccia, come dimostra la collezione di fucili conservati nella Stanza "della caccia". «Era uno vero sportivo - racconta Simonetta - gli piacevano le macchine e le barche. Amava questo posto, così come anch'io ho amato ogni singolo chiodo di questa casa».  Eppure il compositore trovò il coraggio di lasciare Torre del Lago. «Perché se ne andò? - dice la nipote di Giacomo Puccini - per un motivo "ambientale". Satava arrivando il progresso e, sulle sponde del Massaciuccoli, costruirono una grande centrale elettrica. Protestò, ma poi decise di andarsene».

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