Il Tirreno

Versilia

Proteste. I frequentatori del parco denunciano le situazioni di forte degrado

Versiliana, c'è troppo sporco

Il parco della Versiliana a Fiumetto Dai frequentatori uan denuncia per le condizioni di degrado di alcune zone
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Il parco della Versiliana a Fiumetto Dai frequentatori uan denuncia per le condizioni di degrado di alcune zone

«In alcuni angoli ci sono anche delle siringhe abbandonate»

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 PIETRASANTA. Al Vate, ovvero Gabriele D'Annunzio, decisamente sensibile alla "purezza" della sua pineta, quel ricettacolo di sporcizia, all'ingresso del parco e in alcuni dei suoi percorsi interni, non avrebbe fatto granché piacere. Ma, a dire il vero, imbattersi in sacchetti, cartacce e bottiglie di plastica, non è esaltante per nessuno.  Soprattutto mentre passeggi scortato dall'ombra ammaliante della Versiliana o mentre ancora ti dedichi al footing. «La gente è maleducata, se ne frega delle regole, ma un minimo di attenzione, da parte del Comune e di chi è addetto a pulire e controllare, sarebbe utile. In un angolo del parco, poco distante dalla strada principale, abbiamo notato addirittura delle siringhe. Non è accettabile. Anzi, è pericoloso, così come è pericoloso transitare, a piedi o in bici, mentre intorno a te cani di piccola e grande taglia, bastardini come pitbull, scorrazzano liberi e con i loro padroncini che ignorano le regole non mettendoli al guinzaglio. Chi di dovere intervenga, tutelando il parco e chi lo frequenta», afferma una mamma a passeggio con la propria figlia. La mappa del piccolo orrore quotidiano va in scena già all'ingresso del parco, lato viale Morin; fogli di giornale, kleenex, lattine di birra, un telo impermeabile, bottiglie di plastica. Dietro un albero scorgiamo anche un sacchetto ricolmo di rifiuti, sacchetti di patatine, volantini pubblicitari, bicchieri sempre in plastica, resti di un qualche pic-nic all'aria aperta, con annesso abbandono di scorte di vario genere. La sensazione è che il parco, da troppo tempo a questa parte, sia zona franca per qualcuno, dove non si va solo per prendere una pausa dalla calura o per ossigenarsi, ma anche per dedicarsi ad altro.  «C'è chi passa a tutta velocità con la mountain-bike e chi con la bicicletta elettrica, ma anche il transito dei motorini, vietato, è oramai diventato una regola. Giorni fa -raccontano Maura Giacomini e Giorgio Berlini, del Novarese - abbiamo visto un gruppo di ragazzi, con birra e panini, lasciare i resti del mangiare e del bere intorno ad una panchina: ci siamo permessi di farlo notare e ci hanno gridato di tutto contro. Meglio farsi gli affari propri e tirare diritto».  E a forza di tirare diritto ci troviamo di fronte all'ex maneggio oramai in completa rovina: rovi, erbaccia, una transenna e un senso di degrado che mal si concilia con la bellezza di un parco, quella della Versiliana, che in talune aree, diciamo la maggioranza, per la verità, è in discrete condizioni, anche di pulizia. Certo, qua e là, riemergono i retaggi della sporcizia di vario genere, i cartelli appesi sugli alberi di vendesi di una villa - così come sul lato d'ingresso dal viale Apua fanno capolino gli avvisi di un'ordinanza comunale scaduta un mese fa, ndr - i cumuli di legname e i pini stramazzati al suolo che invadono alcuni percorsi. Poi lo sguardo si posa su alcuni fiori e piccoli foglietti di carta depositati ai piedi di una sbarra, quella contro la quale si è conclusa nei giorni scorsi la giovane vita di Sasha Mancini: messaggi di amicizia, ricordi, poesie. E allora tutto il resto, degrado incluso, svanisce. L.B.

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