Il Tirreno

Versilia

Rete d'impresa tra bagni contro la concorrenza

Donatella Francesconi

Obiettivo: non compiere atti pregiudizievoli in tema di concessioni da assegnare

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 VIAREGGIO. «Un nuovo modo di cooperare, coordinarsi e agire nell'attività imprenditoriale del settore balneare». Nero su bianco è l'obiettivo che vogliono raggiungere i bagni che si sono associati in "Rete imprese balneari Viareggio". Che ha nominato, per svolgere l'ufficio di organo comune, il consiglio direttivo dell'Associazione dei concessionari balneari e comunali di Viareggio.  Il Consiglio direttivo arriva fin dove la legge lo consenta. Per il resto entra in campo un Comitato di gestione con 9 membri eletti dall'assemblea, a maggioranza semplice. A questo organismo - si legge nel contratto stipulato dal notaio tra gli stabilimenti balneari - «sono attribuiti i poteri di esecuzione del contratto».  Gli obiettivi strategici del "Programma di rete" sono molti. Al primo posto l'indicazione è quella di «sviluppare strategie e attività di marketing mirate alla promozione turistica delle attività delle imprese balneari di Viareggio, incentivando politiche di pubblicità collettive del territorio comunale e rciercando nuovi mercati dove promuovere il turismo viareggino».  La nuova realtà associativa si propone anche di «sviluppare rapporti con gli Istituti di credito presenti sul territorio al fine di ottenere condizioni vantaggiose per gli aderenti alla rete» e di «concludere tutte le operazioni finanziarie ed economiche che siano necessarie ed utili alla realizzazione degli scopi e dei progetti promossi e approvati dagli aderenti». Passaggio che dice e non dice sulla possibilità che "Riva" sia soggetto candidato alle aste degli stabilimenti balneari previste per il 2016, in difesa del turismo locale come da obiettivi fissati nel contratto tra i bagni.  Perché, tra gli obblighi e diritti che gli aderenti si sono dati, si legge ancora: «In attuazione del principio di solidarietà nei rapporti tra imprese turistico ricreative, le imprese blaneari aderenti al contratto di rete si impegnano a non compiere atti pregiudizievoli in tema di assegnazione di concessioni o titoli di godimenti di beni pubblici fra le stesse oltre che ni confronti degli altri operatori economici». Una clausola che, in caso di aste prossime venture, viene considerata dai sottoscrittori come di garanzia. E, come tale, forma possibile di turbativa d'asta. In un contesto come quello della legge Bolkestein che va in senso nettamente contrario, tutelando al massimo la libera concorrenza.  Ogni stabilimento balneare che ha aderito ha versato (e verserà per i nuovi) 250 euro. La somma raccolta costituisce il fondo patrimoniale comune.  Al momento hanno aderito gli stabilimenti: Maruzzella, Stella Nord, Sugar beach, Città Giardino, Dora, Italia, Aloha, La Pace, Guido, La Pia, Nido, Marco Polo, Martinelli, L'Oceano, Nettuno, Avvenire, Tirreno, Corallo, Piave, Aretusa, Lita, Irene, Petrini, Maurizio, Roberto, Artiglio, Eden, Perla del Tireno,Duilio, Il Sole, Barsanti, Girasole, Florindo, Paradiso, Pinocchio, Roma, Della Spora, Colombo, Ermanno, Sea Gull's Beach, Milena, Bengasi, Annita, Derna. Oltre a diverse altre società.

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