Il dolore
La scure dei tagli al sostegno
Luca Centini
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I tagli al servizio di sostegno nelle scuole mettono a rischio i diritti di tanti alunni disabili Richieste in aumento, ma le ore per gli alunni disabili sono in calo
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VIAREGGIO. E' appena suonata la prima campanella, eppure le scuole sono già col fiatone. I tagli al servizio di sostegno sono ombre pesanti che incombono sul nuovo anno scolastico. A fronte di un aumento della richiesta di sostegno per gli alunni disabili, la scure del ministero riduce infatti le ore disponibili per il servizio, così come il numero di docenti. Basta fare un giro nelle scuole dell'infanzia, primarie e medie di Viareggio e dintorni per rendersi conto della situazione. «Pensavamo di essere già arrivati all'osso - dicono i presidi - invece si sta continuando a raschiare il barile. Dispiace che a pagare siano gli alunni con problemi gravi». Stamani i sei istituti comprensivi della città hanno aperto i cancelli. Ma i sorrisi dei bambini davanti all'ingresso degli istituti non nascondono fino in fondo il disagio dei presidi che, fino all'ultimo, hanno lavorato per completare gli organici. E sono stati costretti a tirare la corda su un servizio delicato come quello del sostegno. La situazione è fin troppo chiara. Purtroppo il numero di bambini portatori di handicap è aumentato - in modo pressochè uniforme - in tutti gli istituti. E non tutte le scuole sono state in grado di garantire una copertura completa per i casi di disabilità. «Non riusciamo a garantire una copertura adeguata, soprattutto nei casi più gravi - si lamenta Franco Benassi, vicario dell'Istituto comprensivo Lenci - rispetto allo scorso anno abbiamo 13 ore per il sostegno in meno alle medie. Alle elementari e alle scuole dell'infanzia non è andata meglio. Gestire la situazione non è semplice, visto che abbiamo ben 25 alunni disabili, alcuni dei quali con problemi gravi». Ma non gestire al meglio il servizio di sostegno significa privare tanti bambini di diritti fondamentali. Vuol dire vedere alunni disabili parcheggiati per ore nelle aule o inseriti in classi sovraffollate. Il loro diritto all'istruzione sarebbe negato. «Ci hanno tolto il 30% rispetto alle ore di sostegno dell'anno scolastico passato - è logico che a queste condizioni la coperta è sempre troppo corta - racconta Brunella Beni, vicepreside dell'Istituto Gragnani di Torre del Lago - abbiamo 5-6 casi alle elementari, 2 alle medie e 3 alla scuola dell'infanzia. Per far fronte ai casi più gravi, saranno i bambini disabili con forme più leggere ad essere penalizzati. Non è giusto». La copertura massima nelle scuole medie è di 18 ore settimanali, 22 alle primarie. Il rapporto di un insegnante ogni due alunni con disabilità è saltato dopo che dal ministero è passato il nuovo giro di vite. «Per i nostri sette alunni disabili della primaria abbiamo 3 docenti - sostiene Simona Nardi, vicepreside vicario dell'istituto Viani - Marco Polo - abbiamo chiesto delle ore in deroga, ma ci sono arrivate dal ministero solo briciole». Le cifre sono simili anche alla primaria dell'Istituto Darsena, dove per assistere 3 bambini disabili, di cui uno grave, è stata assegnata solo una cattedra da 22 ore e un part-time da 8 ore. «Il taglio è sotto gli occhi di tutti - racconta Luca Ceccotti, preside dell'Istituto comprensivo Darsena - speriamo che si possano limitare le difficoltà con l'aiuto del Comune e di Asl anche se, non è una novità, non sono solo le scuole ad avere problemi di risorse».
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