Gioco
I balneari si dividono la base chiede al sindacato di incontrare il Ministro
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Due momenti delle proteste dei balneari versiliesi contro la Bolkestein Lunedì assemblea generale di tutti i bagni al Principe E poi a Roma per parlare direttamente con la Bernini
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VIAREGGIO. Il filo sottile che aveva tenuto insieme i balneari nella protesta contro le aste sta per rompersi. Il comitato No alle aste ha inviato una lettera ai sindacati, annunciando la calata a Roma per un incontro - giovedì - nelle sedi delle associazioni di categoria. Qui si chiederà ai leader nazionali di poter partecipare al confronto con il ministro delle politiche comunitarie Anna Maria Bernini. In caso di risposta negativa, il Comitato minaccia di occupare le stesse sedi dei sindacati: un gesto clamoroso di protesta, che significa rottura definitiva di un rapporto già piuttosto logoro. Non è tutto. Lunedì 19 ci sarà un'assemblea generale dei bagni al Principe di Piemonte. L'idea è raccogliere le adesioni per una protesta a Firenze contro la Regione. L'attendismo del governatore Enrico Rossi - ufficialmente mai intervenuto a favore dei bagni - ha indispettito il Comitato. Che ora chiede una presa di posizione concreta. La doppia azione dimostrativa fa uscire allo scoperto la spaccatura tra due modi di intendere la battaglia contro la direttiva Bolkestein. Da un lato ci sono i sindacati, Fiba Confesercenti e Sib Confcommercio, che si sono sempre mossi in maniera soft, cercando di risolvere la questione per via diplomatica e nelle sedi istituzionali. Dall'altro, parlando semplice, c'è la "base": decine di balneari che, arrabbiati - a torto o a ragione - per un presunto immobilismo dei loro leader, hanno dato vita a un Comitato. Un soggetto di cui si è parlato molto, ma i cui esponenti hanno sempre garantito la fedeltà alle sigle sindacali e la collaborazione nella lotta contro il nemico comune. A onor del vero, le iniziative più spettacolari di questi mesi - una su tutti il maxi-tuffo del 6 agosto - hanno visto la mobilitazione della base, con l'appoggio, a volte forzato, di Sib e Fiba. Ora, però, sembra che le cose stiano precipitando. L'incontro col ministro Bernini - a cui pure aveva partecipato Piero Bellandi, uno del Comitato - ha fatto saltare il tappo. Gli esponenti più "radicali" - da Emiliano Favilla a Fabrizio Maggiorelli - rivendicano la propria rappresentatività e la propria lotta, e - temendo un colpo di mano che possa escluderli dalle trattative - alzano la posta. Ora non resta che attendere la risposta dei sindacati.
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