La manifestazione
«Per Buratti il "muro" era ok»
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POLEMICA. La barriera installata al liceo di Forte Liceo, Popper precisa le responsabilità
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FORTE. «Buratti sta cercando di governare un paese da quasi 5 anni e si comporta come se fosse all'opposizione attaccando le vecchie amministrazioni. E questo farà anche in campagna elettorale». Continua il boota a risposta tra il sindaco e il centrodestra su quanto fatto (o non fatto) dalla giunta di centrosinistra e sull'eredità alsciata dalle amministrazioni a guida Bertola. A rispondere per il Pdl è il candidato James Popper: «Fare il sindaco è ben oltre indossare perennemente una fascia e girare il paese con la banda, fare il sindaco vuol dire amministrare e soprattutto essere consci di farlo. Le amministrazioni del passato hanno riconsegnato al paese un fortino fruibile per i cittadini e risanato: certo allora non potevamo immaginare che Buratti un domani avrebbe voluto affacciarsi con la fascia da sindaco dal bastione o magari organizzarci un rinfresco e che per questo avrebbe svenduto il paese. «Nella sua logica - continua Popper - Buratti potrebbe arrivare a dire che pure l'attuale municipio in piazza Dante esisteva già perché lui ci andava a scuola, ma cosa ci'entra? Anche io in quell'edificio io ho fatto il liceo e poi da assessore l'ho trasformato in un palazzo comunale di tutto rispetto che Buratti appena arrivato ha iniziato a distruggere, forse pensando di essere ancora alle elementari con i Lego, riuscendo così a privare il consiglio comunale della propria sede naturale». E non mancano riferimenti ai fatti degli ultimi giorni: «Buratti è arrivato ad accusare le vecchie amministrazione anche delle famose barriere del liceo il cui iter è sicuramente stato iniziato in passato, ma i cui lavori sono stati eseguiti qualche mese fa dopo che la stessa amministrazione Buratti aveva provveduto a illustrare il progetto ai rappresentanti del liceo senza pensare a possibili e doverose modifiche dello stesso. E ancora, in totale malafede Buratti si dimentica volontariamente di citare villa Bertelli (comprata e riconsegnata ai cittadini), via Padre Ignazio, il distretto Asl, le fogne in Vaiana, Piazza Garibaldi, le piste ciclabili, le isole ecologiche e tanto altro che nel mondo di Buratti probabilmente nemmeno esiste, eppure gli basterebbe fare due conti sulle somme utilizzate in passato per i lavori pubblici, somme trovate senza vendere niente e quando i vincoli dei patti di stabilità esistevano già».
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