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Muore dopo una caduta dal terrazzo

Muore dopo una caduta dal terrazzo

Togliere la zanzariera sul terrazzo: una piccola faccenda di casa, una delle tante che portava a termine ogni giorno. Un'operazione semplice, ma che per Maria Grazia Maffei, 59 anni, ieri mattina si è rivelata fatale.

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Togliere la zanzariera sul terrazzo: una piccola faccenda di casa, una delle tante che portava a termine ogni giorno. Un'operazione semplice, ma che per Maria Grazia Maffei, 59 anni, ieri mattina si è rivelata fatale. La donna si è issata su uno sgabello, e mentre stava lavorando sulla veranda ha perso l'equilibrio ed è caduta dal terrazzo. Un volo di 4 metri, sufficiente per non darle scampo.

Cadendo all'indietro, la donna ha battuto la testa, per la precisione all'altezza della nuca, sulle mattonelle che ricoprono il giardino sotto il terrazzo. È praticamente morta sul colpo.  A vederla riversa sul giardino la madre di 90 anni, che in preda allo choc non è riuscita a chiamare i soccorsi. Un vicino di casa, sentendo le urla, ha telefonato al 118.  Maria Grazia Maffei lascia il marito Adriano Iacopetti, ex dipendente dell'Asl e sindacalista, e i figli Sergio e Rodolfo. Oggi alle 15 i funerali nella chiesa di S. Rita al Campo d'Aviazione, quartiere dove vive la famiglia. E dove la notizia della scomparsa della donna ha destato sconcerto. 

L'incidente è avvenuto intorno alle 10 all'incrocio tra via Baracca e via dei Partigiani, a due passi dal centro sportivo.  Maria Grazia Maffei si trova in casa assieme alla mamma Egenia Parducci. Il marito Adriano e il figlio Sergio sono fuori; l'altro figlio Rodolfo, invece, abita in Irlanda dove lavora come ingegnere informatico.  La donna decide di ripulire la zanzariera sulla veranda del terrazzo che dà sul retro dell'appartamento, e per farlo deve rimuoverla. Da qualche giorno ha intenzione di lavorarci, e stavolta sembra pensare che è la mattinata giusta.  Così prende uno sgabellino per issarsi sull'ampio terrazzo. Ma forse si sporge un po' troppo, o forse scivola, chissà. Fatto sta che perde l'equilibrio. Maria Grazia sente che sta scivolando di sotto e cerca disperatamente di aggrapparsi a qualcosa, ma è tutto inutile. Il destino fa sì che la caduta sia rovinosa, nonostante si tratti di un terrazzo al primo piano, circa 4 metri dal suolo. E sotto di lei, invece dell'erba come al di là della siepe, sul giardino ci sono delle mattonelle di cotto. L'impatto è mortale.  Con Maria Grazia in casa c'è solo la madre. Che la chiama più volte, senza ottenere risposta. Poi l'anziana esce sul terrazzo e vede tutto. Cerca di chiamare aiuto, ma è in preda allo choc e non riesce a telefonare. Le sue urla vengono sentite da un uomo che abita di fronte, e che prontamente chiama i soccorsi. L'intervento della Croce verde con l'automedica e della polizia, però, non può aiutare sua figlia. 

La notizia della morte della donna lascia sgomenti i vicini: «No, non diteci che è la Grazia...». Con rispetto, ma anche con commozione, le persone si avvicinano per capire cos'è successo.  È una famiglia molto conosciuta, e non solo nel quartiere Campo d'Aviazione, quella degli Iacopetti. Adriano, ex infermiere all'ospedale Tabarracci, è stato sindacalista della Uil. Il figlio Sergio lavora alla Riello alle Bocchette e collabora con il quotidiano La Nazione, con grande apprezzamento di tutti i colleghi; Rodolfo, invece, si è scelto una carriera all'estero, e lavora in Irlanda come ingegnere. Proprio la necessità di telefonargli per comunicargli la tragedia è un dolore che si aggiunge al dolore per gli Iacopetti. Che oggi nella chiesa di S. Rita daranno l'ultimo saluto all'amata Grazia, moglie e madre. (

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