La manifestazione
Moretti contestato a Genova
Donatella Francesconi
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Mauro Moretti sul palco a Genova Protesta dei No Tav e dai parenti della strage di Viareggio alla festa del Pd
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GENOVA. «Porte aperte, mettetevi nelle prime file...Victor Rasetti, giovane segretario del Partito democratico di Genova, accoglie i familiari delle vittime della strage del 29 giugno 2009 a Viareggio. Al Porto vecchio è in corso la festa nazionale del Pd dedicata ai trasporti. Per il dibattito è atteso Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie. L'uomo che con Viareggio ha una ferita aperta da due anni e mezzo, costellata di dichiarazioni che la città non ha dimenticato, raccogliendo oltre 10mila firme per chiederne le dimissioni. Insieme al gruppo dei familiari di chi ha perso la vita quella notte maledetta, ci sono i biker delle Tartarughe lente, l'Assemblea 29 giugno, il presidente del consiglio provinciale, Andrea Palestini, il segretario del Pd versiliese Alberto Corsetti. Che - a proposito dell'invito rivolto a Moretti dal suo partito - parla di «momento di incomunicabilità tra Pd nazionale e Pd territoriale». A Corsetti risponde Matteo Mauri, responsabile trasporti del Pd nazionale: «I partiti devono interloquire con tutti e l'unico interlocutore vero per parlare di trasporti in Italia è Moretti». Indagato insieme ad altre 37 persone, molte delle quali dirigenti di aziende del Gruppo Fs. «Ci sarà un'indagine, vedremo le sue responsabilità» taglia corto Rasetti. «Per quanto riguarda il dibattito alle festa, non sono io che decido se può venire o non venire Moretti». «Non dimenticare Viareggio»: questo lo slogan sui volantini, nelle parole, sulle facce delle delegazione arrivata a Viareggio, che fino dalle 20 ha preso posizione nello spazio dibattiti. «Moretti deve vedere la faccia di mia figlia...e di tutti gli altri...» mormora Daniela Rombi poco prima che il dibattito abbia inizio. Ma quando arriva Moretti scoppia il caos. Con l'ad di Fs ci sono la parlamentare europea Serracchiani, l'assessore ai trasporti della Toscana, Luca Ceccobao. La prima fila di sedie è libera. Anzi occupata, dalle foto delle vittime della strage di Viareggio. La contestazione a Moretti è immediata. Ci sono gli esponenti del movimento No Tav ed i pendolari che protestano. Si rischia lo scontro fisico. I dirigenti del Pd invocano la polizia: "La polizia no" grida un militante dei più anziani: "Bisogna dialogare sempre". Mauri sospende il dibattito. Moretti fa per uscire e si trova faccia a faccia con Daniela Rombi: «Voi quando volete parlarmi ci sono». «Non doveva succedere», dice la zia delle sorella Mazzoni.«Sono d'accordo con lei" risponde Moretti. Un attimo dopo l'amministratore delegato di Ferrovie lascia la festa del Pd scortato da due ali di poliziotti in tenuta anti sommossa. Un solo slogan "assassino", i volti dei morti puntati addosso.
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