Il Tirreno

Versilia

«Possiamo ancora evitare le aste»

Matteo Tuccini
SPIAGGE NEL MIRINO. A destra, il ministro Raffaele Fitto. A lato, il litorale pieno di turisti
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SPIAGGE NEL MIRINO. A destra, il ministro Raffaele Fitto. A lato, il litorale pieno di turisti

Il ministro Bernini ai balneari: abbiamo 4 mesi per salvare le imprese

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VIAREGGIO. I tempi tecnici ci sono. Secondo il ministro delle politiche europee Anna Maria Bernini, i quattro mesi che ci separano dalla scadenza - decisa dall'Unione europea - per le modifiche alla direttiva Bolkestein potrebbero bastare ad evitare le aste delle spiagge. Il punto sta tutto nel trovare una sorta di controproposta, cioè un'ipotesi di lavoro che convinca la Commissione a non mettere a gara le concessioni demaniali italiane (e quindi versiliesi) dal 1º gennaio 2016. Ed è tutt'altro che facile. Come si è visto in questi lunghi mesi di battaglia dei balneari, tutte le strade finora percorse - dalla specificità turistica alla qualità delle strutture - si sono rivelate infruttuose. E il termine dopo il quale i bagni diventeranno preda dei grandi gruppi imprenditoriali, il 18 dicembre, si avvicina sempre di più. Detto questo, l'incontro di ieri a Roma può rappresentare un punto di svolta.«Finalmente - afferma Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale del sindacato Fiba Confesercenti - troviamo un interlocutore dopo un lungo periodo di incertezza: una persona che parla in maniera concreta e non ci garantisce false aspettative, ma un lavoro serio e che non lascerà nulla al caso. Lei stessa ha usato una metafora che chiarisce bene il momento: "Oltre alle soluzioni che cercheremo noi del Governo, trovate altri strumenti nella cassetta degli attrezzi"». Soddisfatto del colloquio col ministro Bernini anche Graziano Giannessi, del sindacato Sib Confcommercio: «L'obiettivo è trovare una sponda a livello politico, senza cui ogni nostro sforzo diventa inutile. Col ministro sembra che questa nostra volontà abbia trovato delle risposte. Ora Bernini dovrà parlarne con i colleghi del Governo e trovare una formula che convinca l'Ue. Non è detto che ce la faccia, ma almeno bisogna provarci...». Prima, però, bisognerà chiudere il contenzioso aperto con l'Ue per la mancata applicazione della direttiva. Una strada che sembra praticabile solo con l'approvazione della legge Comunitaria e quindi l'abolizione del cosiddetto 6+6, cioè il rinnovo automatico delle concessioni. Inoltre, il ministro Bernini ha chiarito che sull'argomento dovrà esserci una collaborazione stretta col ministro Raffaele Fitto, il più esperto sul tema, in modo da presentarsi all'Ue con più appigli possibili. Una sorta di tavolo di lavoro che, se da un lato scontenta qualche irriducibile - tra Fitto e i balneari la corda della trattativa si è già strappata una volta - dall'altro sembra la migliore garanzia di non commettere errori di inesperienza. Il tempo è poco, gli imprenditori non possono permetterselo.

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