Il Tirreno

Versilia

L'estate colta ricca di delusioni e di grandi sprechi

Adolfo Lippi
L'estate colta ricca di delusioni e di grandi sprechi

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PIETRASANTA. La prossima estate colta annuncia due eventi straordinari. Al "Centro Matteucci" di Viareggio s'installerà una mostra su Margherita Sarfatti e il suo "Novecento". A Pietrasanta, per l'intera città, si darà onore a Botero riaffermando così la predilezione versiliese dell'artista colombiano che, piaccia o non piaccia, è tuttavia una delle figure più discusse e rappresentative del mercato contemporaneo. Margherita Sarfatti fu, come è noto, l'ispiratrice e l'amante di Benito Mussolini. Non una delle tante sue estasiate. Colei invece che lo guidò per anni verso le buone maniere e la cultura, imponendogli scelte illuminate, usandolo per lanciare in Italia, in Argentina, in Norvegia, un gruppo di pittori e scultori, dotatissimi, riuniti in gruppo "Novecento", del quale fecero parte, già dal 1926 (mostra a Milano presentata proprio da Mussolini): Balla, Carrà, Casorati, De Chirico, De Pisis, Funi, Guidi, Licini, Martini, Medardo Rosso, Prampolini, Sironi, Soffici, Viani ecc.  Giuliano Matteucci che, come al solito, si dedica assieme alla figlia Elisabetta, con energia, competenza, indomita curiosità, prepara l'iniziativa Sarfatti reduce dal bel succeso de "Il genio dei macchiaioli", che tutti hanno ritenuto una delle mostre da non perdere quest'estate che va. E i risultati raggiunti dal "Centro" lasciano così ben sperare. Anche per Botero non mancano le aspettative. L'esito anche qui è garantito dall'appassionato lavoro di un altro viareggino-lucchese, Claudio Poleschi, che lavorando su Pietrasanta, con la collaborazione del giovane Alessandro Romanini e della moglie Ida Pisani, dona sempre autentiche chicche. Basti pensare alla completa panoramica sull'arte contemporanea della galleria "Cardi" dove sono stati per l'intera stagione ospitati Uncini, Boetti, Calzolari, Kounellis, Mario e Marisa Merz, Melotti, Castellani, Lo Savio, Manzoni, Paolini, nonché Fontana e Burri. Insomma un elenco di primari attori, giovani e meno. Purtroppo, però, a fianco del meglio, c'è stata quest'anno tanta mediocrità. E la Versilia, estate 2011, non vanta certo troppi colpi d'effetto. Mi permetto un excursus riassuntivo. A Massarosa merita una segnalazione l'episodio de "la Brilla" che, presente Vittorio Sgarbi, si afferma come un piccolo nido della multicentrica Biennale veneziana. L'impresa è firmata da Alberto Magnolfi che andrebbe tenuto in considerazione per ben altro. Eppoi, grazie ad un assessore alla cultura intelligente, indico i magnifici concerti d'organo della Pieve di San Michele Arcangelo a Corsanico (organizzati dagli amici della musica d'organo Vincenzo Colonna) e quelli, seguitissimi, della Pieve romanica di Pieve a Elici, in scenari incomparabili ma anche dotati, grazie agli amici della musica di Lucca, di presenze di alto livello quali il "Quartetto della Scala", i pianisti Giuseppe Albanese, Pietro De Maria, Jin Ju ecc. Scendendo su Torre del Lago, folklore e vivacità hanno denotato l'insopprimibile festival gay della Marina. C'è stata poi la sorprendente installazione di Alessandro Tofanelli, regista e pittore, sul "Martin Pescatore", insieme di quadri e filmati naturalistici di importante fattura. Non riesce invece a superare le proprie crisi, finanziarie e di indirizzo, il festival Pucciniano dove, nonostante le capacità del presidente della fondazione, si ripetono e si ripetono "minestre" di regia, di scenografia, di allestimento che non suscitano attenzione nella critica nè eccitano il pubblico. Sul "Pucciniano" molti hanno da dire e dicono: l'ex sindaco Gemignani, l'ex senatore Giovanni Pieraccini. E che succede? Niente. Per non dire della persistente difficoltà nel raggiungere il teatro e parchegiare senza rischi. Insomma carenze: economiche, strutturali, artistiche.  Viareggio, per la prima volta, credo abbia trovato, in agosto, un carnevale spettacoloso e vibrante. C'è un presidente, Santini, dinamico, creativo. La sfilata è stata carnale, sensuale, utile alla pubblicità. Il carnevale è da ripetere. Bene anche certe serate alla "Cittadella". Pregevole il festival Gaber, flop per Umberto Tozzi. Occorre meno casualità e trovare spettacoli che non si vedano dovunque. Per quanto riuarda le mostre discrete presenze al Museo "Lorenzo Viani" (dotato di nuove acquisizioni) e privilegio al privato "Centro Matteucci" coi macchiaioli. È poco, pochissimo per una città, Viareggio, che arriva in stagione a 120mila abitanti.  Pietrasanta è ancora la "piccola Atene". Gallerie d'arte private sono un fiore all'occhiello: la flora Bigai con Arnaldo Pomodoro, la Mariella Poli, la Paola Raffi, la Marco Rossi. Nel chiostro di Sant'Agostino, ahimè, non c'è stato un uguale colpo di reni. Ma un po' peggio va la "Versiliana", spettacoli visti e rivisti (a parte Travaglio con Isabella Ferrari), salottini che, salvo eccezioni, raccolgono ormai solo gozzaniane spettatrici d'età. Perché non si osserva cosa fa Cisnetto a Cortina? Lì i dibattiti, roventi, seguono davvero l'attualità politica. Ci vanno i "principi". Alla "Versiliana", una volta, le discussioni finivano sulla stampa nazionale. Oggidì ci si deve contentare di Edoardo Raspelli che, meno male, educa alla buona tavola; e gliene siamo grati.  Ho detto che a Pietrasanta, alla galleria "Cardi", Poleschi ha riunito la crema dell'arte contemporanea. E che prepara Botero. Ma nel 2011 la piccola "Atene", straffollata di pizzettari, non ha retto la fama.  Forte dei Marmi ha avuto una bellissima presenza con le opere di Vangi a Villa Bertelli. Anche qui qualche salottino fiacco lungo il pontile. Tuttavia al Forte bastano i russi e Sant'Ermete in sagra. Scema d'importanza anche la mostra d'arte, insignificante la Marguttiana, minore il Premio Satira politica.  Per Camaiore, dove è stato abolito il Premio di Poesia dove, grazie a Francesco Belluomini, procacciatore di livello, c'era almeno una giuria di rilievo, ha avuto una qualche sostanza il Premio al Giallo. Più seguita la solita pirotecnica "notte bianca", scarsi echi le altre sbrindellate notti sul lungomare del Lido e alle stupende scuderie dei Borboni.  Seravezza ha ospitato un festival jazz rilevantissimo. C'è stato quanto di più godibile vi sia nel mondo: da Dado Moroni al Dave Glasser Quintet. A fianco al jazz ha meritato la stagione teatrale, con don Gallo ed Ascanio Celestini. Segnalerei tra i tesori di quest'estate l'inconro con la versatile attrice versiliese Elisabetta Salvatori (autrice-attrice di recital su Dino Campana, Caterina da Siena, Ligabue ecc.) che, per davvero, incanta, commuove, appassiona. Sempre per Seravezza un encomio ad Enrico Dei che da anni firma appuntamenti d'arte fornitissimi (visitata dal pubblico questa nostra su Guttuso e "Corrente"); ed altri ne promette entusiasmanti e godibili. Un altro encomio per la prossima recente "L'impossibile di Caravaggio".  Che dire del "Premio Viareggio"? Lo lascio per ultimo perché merita una cura speciale. Il discorso sul "Viareggio" è, aldilà delle beghe, assai semplice. La magistratura si deve esprimere con un lodo sull'effettiva proprietà della testata. La proprietà è quindi del Comune di Viareggio. Però attenzione: non deve essere, il "Viareggio", una municipalizzata dipendente da questa o quella, amministrazione. Dev'essere, il "Viareggio", privato ed autonomo nella gestione. Per quanto riguarda la dottoressa Rosanna Bettarini, attuale gerente e garante della Giuria, lei può rimanere. E, d'altra parte, cerca e premia scrittori di altissimo valore (anche in quest'edizione). Però la città di Viareggio richiede quello che ad essa dava Leonida Repaci: risonanza nazionale con giurie eccezionali: Ungaretti, Montale, Zavattini, Guttuso, Buzzati, Longhi ecc. Mentre adesso?  La stagione colta, dunque, è stata deludente. Occorrerebbe, come ben ha detto Davide Zard, un impresario intelligente e di prima linea, un coordinamento per l'intera riviera. Basta con gli spettacoli abboracciati, le salotterie d'altri tempi, i pittori della domenica, le sagre di strapaese, i doppioni d'iniziative che costano migliaia e migliaia di quattrini di tutti. Qualcuno riunisca non le menti disperse e i chiacchieroni dispersivi ma le autorità predisposte. Forse tra un anno andrà meglio? Se ci lavorano, in coordinamento, tanti privati e i Comuni, senz'altro si. Adolfo Lippi è regista televisivo

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