Sicurezza
La sfida di Balducci: superyacht e mercato russo
dall'inviato
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NUOVI PROGETTI. Sopra Francesco Frediani, direttore commerciale di Overmarine 4 MINUTI DI LETTURA
Corrado Benzio CANNES (Francia). L'avventura Baglietto sembra ormai alle spalle. Ci sono gli strascichi giudiziari (con la guerra legale per evitare l'escussione della fidejussione da 4 milioni e mezzo), ma è un capitolo chiuso. Come è chiuso il lungo accordo commerciale con il gruppo Rodriguez. Overmarine dei Balducci si è presentato ieri al salone di Cannes con una nuova immagine. Lanciata di fronte a un centinaio di giornalisti specializzati da tutto il mondo, che dopo l'assalto al buffet (finger food e spritz) hanno ascoltato le novità dettate da Francesco Frediani, direttore commerciale e viareggino conosciutissimo. La novità più grossa sono i nuovi Mangusta da 60 metri (i 205 piedi) che verranno costruiti nel cantiere aperto ai Navicelli a Pisa. Qui la produzione inizierà ad inizio 2012, appena terminati i lavori, su una superficie di 20mila metri quadrati, di cui 9mila coperti. Ma a Pisa non approderà solo l'open più grande mai costruito da Giuseppe Balducci. Uno spazio del cantiere pisano verrà riservato alla produzione di megayacht in acciaio ed alluminio. Tutti rigorosamente custom, ovvero pezzi unici pensati per il cliente. Una novità non da poco per l'azienda viareggina. «Abbiamo immaginato di allargare il nostro mercato - spiega Maurizio Balducci, che in Costa Azzurra rappresenta l'azienda -: per questo siamo entrati nel mercato dei dislocanti». Ma anche un Open da 205 piedi è una sfida affascinante: «Finora siamo arrivati al Mangusta 165 piedi che è oggi l'open più grande del mondo. Ora imposteremo questo 60 metri». Ma è cambiata completamente anche la strategia comunicativa e di vendita. Overmarine ha inaugurato una campagna pubblicitaria dove compare una donna con un profondo decoltè di schiena e ha poi stretto un accordo di brand con Etiqueta Negra, società sudarmericana di abbigliamento casual (con negozio anche a Forte). Ma soprattutto, dopo l'addio al gruppo Rodriguez, si è lanciata sul mercato con una propria rete di venditori. Da Marine Max per gli Stati Uniti a Mar Aqua per la Turchia. C'è poi la Francia con Infinite Yachts, ma soprattutto c'è un partners nuovo in Russia: Burevestnik a Mosca. «Aprire in Russia è ormai un fatto obbligatorio. Non è possibile farne a meno. Non solo ci sono i nuovi ricchi, ma soprattutto c'è questa voglia di vivere all'occidentale. Girando la costa Azzurra, Porto Cervo, la stessa Forte dei Marmi, hanno scoperto i lati nascosti della dolce vita dei nostri ricchi. Insomma vogliono i nostri status symbol. In più amano il Mediterraneo dove possono navigare con le loro barche». E la Turchia perché? Finora è stata vissuta come un produttore di barche (pensiamo a Perini, uno dei primi a delocalizzare nella penisola anatolica) «Sono stato recentemente ad Instabul - spiega Balducci -: al di là che l'economia turca continua a crescere, c'è voglia di scoprire l'Occidente. Si vive la notte, con locali aperti sempre. In più loro amano la vita in barca, sono produttori di yacht e e hanno coste, soprattutto quelle meridionali molto belle. Io credo molto in quel mercato». E la Cina non è nei vostri orizzonti? «Per adesso no. Nel cinese non c'è la mentalità giusta di vivere la barca. Poi le coste non hanno fascino. Certo alla fine i numeri di quella popolazione faranno sì che qualche miliardario vorrà farsi la barca importante, ma al momento noi non ci crediamo più di tanto». Nella conferenza stampa è stato ribadito «il perfetto stato di forma del gruppo Overrmarine». Cosa significa: che la crisi non è ancora passata, ma voi ci siete sempre? «Ci sono cantieri che non sono riusciti a terminare la barca ordinata perchè andati in crisi - spiega Balducci - e così oggi esistono situazioni per cui il cliente o la banca che finanzia lo yacht chiede garanzie sul cantiere. Noi siamo un'azienda che dobbiamo essere noi a chiedere garanzie al cliente e non viceversa. E questo è importante che il mercato lo sappia». Balducci chiude con una sorta di confessione: «Noi facciamo queste campagne di promozioni e accordi con marchi importanti come la stessa San Pellegrino, ma alla fine pensiamo che la nostra forza sia la qualità delle barche ed il fatto che di questo i clienti parlano nei porti di tutto il Mediterraneo. La qualità dei nostri prodotti ci permette di guardare avanti, alla fine di un anno non facile ma nel quale abbiamo venduto 7 yacht, compreso un Mangusta da 165 piedi». ALTRO SERVIZIO A PAG. 12
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