Proteste
Fa il bagno e muore
Matteo Tuccini
Turista annega dopo un malore in acqua
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e Roy Lepore VIAREGGIO. Ha galleggiato per diversi minuti sul pelo dell'acqua, a pochi metri da riva. Immobile. Mentre la gente intorno a lui - ignara di quanto stava accadendo - continuava a godersi uno degli ultimi pomeriggi estivi sulla spiaggia libera della Darsena. Un luogo splendido, a due passi dalla Lecciona, frequentatissimo da tutti i visitatori che hanno avuto il pregio di scoprirlo. Poi un bagnante, seduto sull'asciugamano assieme al figlio, si è accorto che quell'anziano in mezzo all'acqua non si muoveva. E si è gettato in mare, per riportarlo sulla battigia. Ma sia il suo intervento che quelli successivi di un bagnino e dei volontari del 118, non sono riusciti ad evitare la tragedia. L'ennesima di questa estate complicata. Henri Cammaer, 77 anni, turista belga in vacanza in città con alcuni amici, era praticamente già morto quando sono arrivati i soccorsi: inutili i tentativi di rianimarlo. Da una prima ricostruzione, avrebbe avuto un malore mentre faceva il bagno e - in stato di incoscienza - è annegato. Nonostante si tratti di un episodio diverso rispetto a quanto accaduto, ad esempio, con la scomparsa di Ossama Ridi - morto affogato il 16 luglio scorso a poche centinaia di metri da qui - la tragedia pone per l'ennesima volta l'interrogativo sulla sorveglianza della parte di spiaggia non attrezzata tra Viareggio e Torre del Lago. Poca, accusano bagnanti e soccorritori. La telefonata drammatica. Henri Cammaer era ospite di un hotel in città. I due amici in vacanza con lui, ieri, avevano deciso di farsi una passeggiata in centro. Mentre Henri, da solo, aveva preferito godersi la spiaggia e il mare della Darsena, consapevole di non aver a disposizione queste bellezze nel corso del gelido inverno belga. Così, a metà pomeriggio, decide di fare un bagno. Ma un malore - forse un infarto - lo fa accasciare dentro l'acqua. Sono da poco passate le 17,30 quando un uomo si accorge dell'anziano. Chiede aiuto, arrivano anche un bagnino - chiamato da alcune persone - e gli uomini del 118. Ma purtroppo per Henri non ci sono molte possibilità. I sanitari le tentano tutte, poi il suo cuore cessa di battere. Quello che segue è una drammatica ricerca di parenti o conoscenti. Una signora francese dice che sa chi è, e che ha un numero di cellulare da poter contattare. Un agente della municipale di Massarosa, fuori servizio, si offre di fare la telefonata. Così informa gli amici di Cammaer di quanto accaduto. Sul posto, oltre alla Croce verde di Viareggio, sono intervenuti carabinieri, polizia e Capitaneria di porto. Poca sorveglianza. Come era già stato detto dagli stessi bagnini che operano nel tratto di spiaggia libera, sono troppo pochi gli uomini per i metri da controllare, ed anche ieri pomeriggio uno di loro è dovuto intervenire per prestare soccorso al turista deceduto, facendo diversi metri di corsa per arrivare dove si è consumata questa nuova tragedia sulla spiaggia versiliese. Due amiche, che erano a prendersi l'ultima abbronzatura dell'estate, hanno fatto presente che il tratto di spiaggia libera in fondo alla Darsena è privo di una sorveglianza adeguata. «C'è troppa distanza da una postazione all'altra dei bagnini - dicono - e questo emerge di conseguenza quando ci sono dei pericoli emerge, come è accaduto ieri. Leggendo i giornali, abbiamo visto che ci sono stati altri casi analoghi. Bisogna riflettere». Anche gli stessi soccorritori del 118 hanno fatto presente che non essendoci in questo tratto di spiaggia delle moto Quad, come nel tratto di spiaggia della Lecciona, si complicano le cose per portare il paziente dalla spiaggia al viale Europa, dove si ferma l'ambulanza. I tempi di percorrenza, a piedi, si dilatano. E se fosse necessario trasferire d'urgenza il paziente in ospedale, perdere anche minuti preziosi per raggiungere il viale Europa a piedi di corsa potrebbe essere determinante, ma in negativo.
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