Italia
Lorenzoni interviene su due cave di Arni
«Attenti ai possibili danni di quel recupero di ravaneto»
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RECUPERO. Unimmagine della cava Rigo 1 MINUTI DI LETTURA
STAZZEMA. Il consigliere Lorenzoni interviene sul recupero dei ravaneti di Arni e chiede ai sindaci di Seravezza e Stazzema attente verifiche per garantire che non siano inquinate le acque sotterranee presenti. La ditta Costa Medicea di Seravezza, infatti, ha presentato un piano per il recupero dei ravaneti storici delle cave ex Rigo e Conca Castellina di Arni che prevede l'asportazione di 360.000 tonnellate e vedrà impegnata la ditta per almeno 5-6 anni, con un massimo di 18 viaggi giornalieri solo andata per 200 giorni l'anno. Il progetto, commenta Lorenzoni, «non ha previsto se le lavorazioni di cava possono contaminare le falde acquifere sotterranee presenti nell'area. A poche centinaia di metri è ubicato un pozzo artesiano che preleva acqua potabile dalla falda sotterranea e, tramite la rete dell'acquedotto comunale, la distribuisce alla popolazione di Arni. Inoltre è presente nell'area una delle cavità carsiche più belle delle Apuane: l'Abisso del Milazzo. Al momento nessun esame approfondito è stato fatto sugli impatti che l'intervento può arrecare alle principali matrici ambientali e specialmente quella del sistema idrico di falda».
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