Il Tirreno

Versilia

Arriva l'ultimo ok per l'ex Midhò

Luca Cinotti
<b>DA RECUPERARE.</b> L&#146;ex discoteca Midh&ograve; sul lungomare
◗
DA RECUPERARE. L’ex discoteca Midhò sul lungomare

Il consiglio approva la variante per due appartamenti e sette fondi

2 MINUTI DI LETTURA





 FORTE. Dovbrebbe essere il via libero definitivo, quello che porterà a nuovo splendore l'immobile che ospitò la Caravella prima e il Midhò poi.  Lo stabile, soprattutto nella sua parte superiore, da anni versa in condizioni assai precarie: ma ora il consiglio ocmunale, nella sua ultima seduta, ha approvato la variante al piano di recupero che permetterà l'accesso al parcheggio interrato.  Per la ristrutturazione l'ex patron del Midhò, Alberto Cavallini, ha scelto un nome importante dell'architettura versiliese e non solo, Tiziano Lera. Che ha immaginato due grandi apprtamenti al piano superirore (superficie complessiva di 650 metri quadrati) e sette fondi al piano terra, in una posizione di grande prestigio.  Ma non basta: il progetto prevede anche di ricavare dei parcheggi sotterranei, ai quali accedere tramite un meccanismo ingegnoso: una sorta di "monta-auto", che permette di far scendere il mezzo dal livello mare al sotterraneo, senza bisogno di rampe. Proprio per garantire l'accesso a questo meccanismo è stata necessario la variante approvata l'altra sera in consiglio comunale.  In attesa di far partire i lavori (e di mettere poi in vendita gli immobili, per cifre che certamente saranno alla portata di pochi), c'è anche una questione legale che ruota intorno all'immobile. A solelvarla è la società "Immobiliare Versila", al quale Cavallini ha ceduto parte della concessione demaniale: si tratta dei locali adibiti a negozio, bar e agenzia immobiliare. Su questa porzione, la pubblica amministrazione ha disposto l'incameramento con conseguente (notevole) aumento dei canoni da pagare ogni anno. Al punto che già una volta, nel 2008, l'Immobiliare Versilia ha tentato di ricorrere al Tar, senza fortuna.  Ora, però, è tornato alla carica, mettendo nel mirino proprio la parte rimasta in titolarità a Cavallini. Che - si legge nel ricorso - non è stata incamerata, con il risultato di aver avuto un notevole "sconto" sul canone demaniale. Secondo quanto si apprende, l'incameramento sarebbe stato stoppato prorpio pe rla presenza di un importante piano di recupero. Ma - e qui sta il punto del nuovo ricorso - l'Immobiliare Versilia da notare «il pessimo stato di manutenzione» della porzione di Cavallini. Così l'Immobiliare ha chiesto di accedere a tutti gli atti della pratica: richiesta alla quale il Comune ha risposta negativamente. Ora, però, il Tar ha ingiunto all'amministrazione di far vedere gli atti ai ricorrenti. Che decideranno, poi, quale sarà la strada da seguire.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze