Finanza
Fondi della strage per piazza Dante
Donatella Francesconi
Sono parte di quelli donati dalla Fondazione Cassa di risparmio di Lucca
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VIAREGGIO. Arrivarono una settimana dopo i funerali solenni: i vertici della Fondazione Cassa di risparmio il 13 luglio 2009 si presentarono in Municipio mettendo a disposizione 1 milione per la città ferita e attonita. «Sono i soldi che la comunità lucchese tutta, Viareggio compresa, ha messo per gli scopi di pubblica utilità». Così parlava, nella triste occasione, davanti al sindaco Lunardini, l'allora presidente della Fondazione, Giovanni Cattani. Pochi giorni prima era morto Gian Carlo Giurlani, per anni alla guida della Fondazione: «Poco prima di chiudere gli occhi - ricordava Cattani - lo stesso Giurlani disse che quella della strage di Viareggio era "una delle occasioni in cui la Fondazione non si può tirare indietro"». Chissà cosa ne pensarebbe oggi Giurlani, di fronte alle carte relative all'impiego che il Comune di Viareggio ha deciso per 250mila euro del milione fin qui mai utilizzato. La somma - che fu erogata subito, destinata ai contratti di affitto per gli sfollati, poi coperti dalla Regione - sarà destinata «al finanziamento di opere connesse al progetto di sistemazione dell'area ferroviaria, tra cui il progetto di realizzazione della Linea ad elevata mobilità approvato con deliberazione di Giunta numero 539 del 2010». La delibera in questione prevede una maggiore spesa pari a 226.757 euro «sul progetto di sistemazione piazza Dante, viali stazione, opere Lem». Per reperire la cifra la Giunta indicava di procedere ad un mutuo, così da completare l'intervento già finanziato - e comprensivo di spostamento del capoliena dei bus da piazza D'Azeglio a piazza Dante - per una spesa pari a 603.242 euro. Dal luglio 2009 ad oggi il milione della Fondazione bancaria è rimasto in cassaforte. Con la stessa Fondazione impegnata a più riprese a sollecitare dal Comune un progetto, a carattere pubblico, cui destinare la spesa. Alla fine, è di questa estate l'annuncio di voler realizzare «la ristrutturazione edilizia del fabbricato ex cabina ferroviaria da destinare alla Protezione civile» per costituire il centro destinato alle grandi calamità di cui si parla fin dai giorni successivi al disastro ferroviario che è costato 32 vite, feriti gravissimi, due anni fuori casa per l'intera via Ponchielli ricostruita. I 250mila euro che oggi l'amministrazione Lunardini utilizza dai fondi della strage per abbellire la zona della stazione trovano stanziamento nella delibera 384 del 23 agosto scorso. La stessa con la quale si annuncia di aver deciso di spostare in via Ponchielli il parcheggio multipiano inizialmente previsto alla Stazione vecchia (e finanziato in parte dal ministero dell'ambiente in quanto intervento di riduzione di traffico e inquinamento). Parcheggio che troverà posto «nella nuova area in adiacenza alla linea ferroviaria sulle aree cedute al Comune da parte di Rete ferroviaria italiana a seguito della dismissione dei binari e conseguente arretramento del muro di delimitazione della fascia ferroviaria». Ovvero in via Ponchielli. Ma i 250mila andranno a finanziare - come si legge nella delibera di agosto, alla voce "considerato" - «alla sistemazione dell'area esterna già oggetto dell'intervento relativo alla realizzazione del parcheggio in parte prospiciente il fabbricato della Protezione civile?». Oppure - come invece scritto alla voce "la Giunta delibera" - la somma sarà «ridestinata al finanziamento delle opere connesse al progetto di sistemazione dell'area ferroviaria, tra cui il progetto di realizzazione Lem come da delibera del 2010?». A porre la domanda è il capogruppo del partito democratico in consiglio comunale, Antonio Batistini che chiede al sindaco Lunardini «una risposta celere».
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