Il Tirreno

Versilia

Blitz di polizia e carabinieri per sgombrare gli extracomunitari dal giardino dell’ex scuola lidese

Via le baracche abusive dall'ex Chini

Marco Pomella
L’immobile dell’ex Chini sgombrato ieri mattina dall’occupazione abusiva di senzatetto
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L’immobile dell’ex Chini sgombrato ieri mattina dall’occupazione abusiva di senzatetto

Partirà presto la riconversione dell'immobile in case, negozi e uffici

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 LIDO. Blitz ieri all'interno dell'ex istituto Chini, dietro la piazza che ospita le poste e con sullo sfondo il pontile.  In mattinata sono intervenuti polizia e carabinieri per liberare l'immobile (o meglio il giardino esterno) da alcuni extracomunitari che abusivamente si erano intrufolati all'interno. Un'operazione che può essere anche letta come il preludio al cantiere che prenderà il via presumibilmente prima di fine mese per trasformare la scuola in appartamenti. L'operazione delle forze dell'ordine ha riguardato in realtà solo la parte esterna dell'immobile. Alcuni extracomunitari (ieri sono stati trovati ed individuati solo due cittadini del Marocco) avevano scavalcato il cancello di cinta, ed avevano allestito un paio di baracche costruite alla meglio, dove in queste serate estive si ritiravano per dormire.  Nessuno invece aveva "violato" l'edificio, che anche ieri mattina appariva perfettamente chiuso. Tutto infatti nasce da un'ordinanza di inizio agosto (l'8 agosto, per la precisione) del Comune che chiedeva alla società proprietaria dell'immobile (la Unieco) di "provvedere entro cinque giorni ad adottare tutte le misure necessarie atte a precludere l'accesso indiscriminato di persone all'immobile, quali intercessioni di accessi, finestre e simili". Una comunicazione che l'ufficio Edilizia Privata aveva inviato alla proprietà a seguito di un controllo effettuato dagli stessi carabinieri di Lido (il 16 luglio) e dalla polizia municipale di Camaiore che aveva evidenziato sugli "immobili abbandonati" alcuni "segni di effrazione", dai quali si deduceva che l'ex Chini era "frequentati da persone".  A seguito di quella comunicazione la Unieco ha provveduto allo sgombero e successivamente a murare tutte le finestre e le porte. Tutto regolare quindi, fino a che, qualche giorno fa, di nuovo l'immobile abbandonato entra nelle grazie di qualche senza tetto, che ne trasforma il giardinetto esterno in una mini-baraccopoli. Sgomberata appunto ieri. L'operazione arriva in un momento cruciale dell'operazione che, ricordiamo, riguarda la costruzione del nuovo polo scolastico. La Unieco ha infatti terminato i lavori per la nuova scuola di via Trieste da tempo, ed aspetta ora di poter avviare gli interventi previsti dalla convenzione: la trasformazione dell'ex Chini e la costruzione di villette all'ex vivaio di via Buonaroti (anche in questa area, qualche giorno fa, qualcuno della società, sollecitato dal Comune, ha provveduto a ripulire tutto il terreno da piante e erbacce). A giorni infatti potrebbe essere aperto il primo dei due cantieri, quello che appunto riguarda l'ex Chini. In Comune aspettano solo alcuni elaborati tecnici. I pareri degli enti sovracomunali ci sono tutti, quindi l'ufficio edilizia conta che nel giro di 10-20 giorni potranno essere rilasciati i permessi a costruire. Per la fine di settembre quindi il lavoro dovrebbe partire e al posto dell'ex scuola superiore trovare spazio 6 appartamenti (due nell'edificio sul retro, quattro nella parte centrale del plesso scolastico), più 9 uffici (4 al posto dell'ex palestra, 5 al piano terra dell'edificio principale). Al posto del casottino prefabricato (all'angolo con via Foscolo) sarà costruito un edificio di circa 1000 metri cubi che rimarrà in mano al Comune (per farne probabilmente un magazzino). Più indietro invece l'iter burocratico per l'ex vivaio: per la fine dell'anno però potrebbe anche qui partire il cantiere per costruire sei villette, di un centinaio di metri quadri l'una.

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