Il Tirreno

Versilia

Tornano gli scontrini per i bagni

Corrado Benzio
Tornano gli scontrini per i bagni

Il Governo reintroduce la ricevuta fiscale su ombrelloni e cabine

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VIAREGGIO. Sembra che i guai per i balneari non finiscano mai. Mentre si avvicinano le aste e la stagione non è stata granchè, ora spunta fuori l'ultima batosta. La manovra finanziaria - è notizia di ieri - ha ripristinato l'obbligo dello scontrino (o ricevuta fiscale) per tutti i servizi offerti dai bagni.

Dalle cabine agli ombrelloni, fino ai pedalò e ai pattini (che in realtà non si affittano più da tempo). «Sotto l'occhio del Fisco anche gli stabilimenti balneari - ha scritto ieri il Sole 24 Ore - sarà obbligatorio emettere lo scontrino o la ricevuta fiscale per i servizi prestati. La novità, di norma, dovrebbe avere effetto dal giorno successivo a quello della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, salvo che la legge non disporrà diversamente.

«L'obbligo - ricorda il quotidiano della Confidustria - riguarderà le attività tipiche degli stabilimenti balneari, quali l'accesso agli impianti di balneazione, l'uso di spogliatoi, cabine e docce, nonché dei servizi igienici, il noleggio di sedie e sdraio, lettini e ombrelloni. Saranno altresì soggette al rilascio del documento fiscale le attività qualificabili come tipicamente connesse a quelle balneari che solitamente vengono effettuate nell'ambito degli stabilimenti, quali, ad esempio, il noleggio di pattini e di piccole barche non a motore».

La cosa divertente - ma non molto per i balneari - è che Il Sole 24 Ore nella classifica quotidiana che stila sulla validità dei provvedimenti del governo, dà alla decsione sugli scontrini un bel 9.

Ovvero per il Sole questa decisione porterà a casa un po' di tasse evase. Ma è proprio così? I balneari - scontrino o meno - sono degli evasori? Lo chiediamo a Vincenzo Lardinelli, ai vertici dei balneari della Fiba - il sindacato dei balneari della Confesercenti. «Certo messa in questo modo sembra proprio così - ammette con sincerità il titolare del Balena 2000 - fra l'altro lo scontrino fiscale fu abolito, poi rimesso, poi tolto per motivazioni pratiche. In quale tasca del costume si tiene lo scontrino? Di sicuro come balneari non possiamo certo lamentarci della reintroduzione dello scontrino perchè daremmo appunto l'impressione di essere un categoria di evasori».

Ma il Fiba ha altro da dire sulla manovra e sulla politica fiscale dei bagni. «Ne ho parlato anche con Borgo (il presidente del Sib, altra associazione, quella legata a Confcommercio) perchè l'idea dei balneari e le proposte al governo in materia fiscale erano ben altre». Quali, presidente? «Chiedevamo che l'iva che paghiamo al 20% venisse armonizzata almeno con quanto versano gli alberghi che è fermo al 10. Pensiamo che gli stessi hotel chiedono un abbassimento perchè in altri paesi europei l'iva è bloccata al 4 o al 6%. E allora pensiamo al nostro 20, cosa significa in termini di concorrenza».

Tornando agli scontrini. I controlli della Finanza sul nostro litorale e su quello apuano, scoprono molte ricevute non emessi nei bar e nei ristoranti dei bagni. I pubblici esercizi degli stabilimenti hanno infatti l'obbligo della ricevuta. Non è il sintomo che ci siano sacche di evasione nei bagni?

«Non posso dirlo perchè spesso bagni e ristoranti sono affidati a gestioni esterne dei bagni». Insomma il titolo di questo articolo potrebbe essere il vecchio detto: grucciate agli storpi. Dopo la batosta delle aste al 2016, ora il ritorno dello scontrino comporterà quantomeno un aggravio di burocrazia e quindi di spese. «Credo che il titolo possa essere giusto.

Difficile immaginare un momento più difficile per i bagni». Carlo Monti, presidente dei bagni della Passeggiata viaggia sulla stessa linea di Lardinelli: «Il ritorno dello scontrino non ci preoccupa. Gli studi di settore sono stringenti e chissà che lo scontrino non ci porti a pagare meno tasse. Ma non ci piace il clima complessivo. Lasciamo perdere la questione delle aste, restiamo sul fisco. Da tempo chiediamo di armonizzare la nostra Iva al 20% con quella degli hotel. Da tempo chiediamo certezze sul pagamento dell'Ici.

Chiediamo risposte e un quadro organico, invece ci rispondono con provvedimenti estemporanei. La rabbia dei balneari cresce. C'è gente che mi dice: io mi sparo. A fine stagione succederà qualcosa di grosso». Ma quel voto (9) dato dal quotidiano della Confidustria cosa significa? «Niente di nuovo, da tempo siamo nel mirino di queste associazioni. La politica conta sempre meno, contano solo i soldi». Sotto l'occhio del Fisco anche gli stabilimenti balneari. Sarà obbligatorio emettere lo scontrino o la ricevuta fiscale per i servizi prestati dagli stabilimenti balneari. La novità, di norma, dovrebbe avere effetto dal giorno successivo a quello della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, salvo che la legge non disporrà diversamente.

Di conseguenza, anche per i servizi da spiaggia, sarà obbligatorio emettere lo scontrino fiscale o la ricevuta fiscale. L'obbligo riguarderà le attività tipiche degli stabilimenti balneari, quali l'accesso agli impianti di balneazione, l'uso di spogliatoi, cabine e docce, nonché dei servizi igienici, il noleggio di sedie e sdraio, lettini e ombrelloni. Saranno altresì soggette al rilascio del documento fiscale le attività qualificabili come tipicamente connesse a quelle balneari che solitamente vengono effettuate nell'ambito degli stabilimenti, quali, ad esempio, il noleggio di pattini e di piccole barche non a motore.

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