Proteste
Regolari e occupati ma il Comune sfratta venti marocchini
Donatella Francesconi
◗
Allinterno delledficio di via Matteotti nei giorni del primo insediamento 3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Questo compendio immobiliare è dichiarato inagibile». Il cartello, in via Matteotti-angolo via Veneto, è arrivato ieri all'ora di pranzo, portato dagli agenti della polizia municipale. Sotto gli occhi dei venti residenti, tutti citttadini del Regno del Marocco e tutti regolarmente residenti nella struttura messa loro a disposizione dal Comune di Viareggio. La storia dell'insediamento in via Matteotti parte da lontano: da quando l'allora amministrazione di centrosinistra del sindaco Marco Marcucci decise di chiudere il campo di accoglienza della Lisca. Operazione sbagliata fin dalla nascita, a detta di tutti: agglomerato di immigrazione ai margini estremi della città, baraccopoli assediata dalla spaccio nonostante le migliori intenzioni di gestione. La Lisca fu chiusa con un'operazione delle forze dell'ordine. Ma, come si dice, chi non fa non sbaglia. Il progetto di accoglienza rimase in piedi. Ed il Comune, una volta "selezionati" gli ospiti regolari, approntò la sistemazione dello stabile di via Matteotti, ex distretto Asl, poi permutato dalla stessa amministrazione Marcucci con la Misericordia che, in cambio, ottenne la proprietà del De Sortis. Intanto gli ospiti di via Matteotti hanno continuato ad abitare e risiedere nello stabile pagando prima una quota di 110 euro al mese, poi 70 una volta che il gruppo si è arricchito di altre presenze. Il controllo sull'immobile e sui suoi abitanti era assicurato, fino allo scadere del 2008 - anno di insediamento dell'amministrazione Lunardini - da personale di una coopertiva. «Poi - raccontano i lavoratori marocchini che il Comune ha deciso di sgomberare - da fine 2008 ad oggi non abbiamo più saputo niente delle nostre sorti». In realtà non sarebbe stato poi così difficile evitare di arrivare allo sgombero, da un giorno all'altro, con i vigili inviati a fare le foto dello stato dell'immobile. Venti persone, gente che lavora nel nostro territorio, non sono poi così difficili da sistemare: «Non troviamo in affito niente - raccontano i residenti in via Matteotti -: a Viareggio appena diciamo che siamo marocchini ci chiudono le porte in faccia». Anass fa l'elettricista. È a Viareggio da una vita, faccia nota nei cantieri, uno che non si tira indietro: «Senza casa perdiamo anche il lavoro. Ma si rendono conto che mettono venti famiglie sul lastrico?». Già. perché questo uomini con le facce antiche del nostro Sud mantengono in Marocco mogli, figli, genitori anziani. Ai quali l'Italia è interdetta per il solo fatto che trovare un appartamento in affitto e di che sfamare altre due o tre bocche è oggi impresa impossibile. Per lui e per i suoi amici si spende, accolorandosi, Luigi Luxoro: «Per quanto mi riguarda - spiega l'imprenditore - cercherò di aiutarli il più possibile. Ma quanto va facendo il Comune di Viareggio mi sembra una cosa assura. Sono anche andato a cercare il sindaco, ma si nega invece di affrontare la realtà della società che è chiamato a governare». Ieri pomeriggio una rappresentanza dei residenti in via Matteotti ha incontrato l'ex senatore di Rifondazione comunista, Milziade Caprili, oggi capogruppo della Sinistra Arcobaleno in consiglio comunale. Questa mattina con lui e con Antonio Batistini, capogruppo Pd, i lavoratori marocchini sotto sfratto si recheranno in Municipio. «La comunità marocchina a Viareggio c'è ed è forte», spiegano decisi a far valere le proprie ragioni: «Il Comune di Viareggio sa che abitiamo in via Matteotti e lo dimostrano le carte di identità rilasciate, i certificati di residenza, il carteggio che abbiamo avuto con l'amministrazione per poter partecipare ai bandi dell'edilizia popolare ma anche degli affitti». La crisi economica morde per tutti ed oggi parte degli ospiti è anche alle prese con il lavoro sempre più saltuario. In via Matteotti il Comune intende costruire degli appartamenti: ma sotto quale tetto troveranno ricovero gli ospiti di via Matteotti? A questa domanda qualcuno dovrà pur rispondere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
