Il Tirreno

Versilia

Nicolai e l'inciucio Bondi-Mediaset

Il sindaco Lombardi con Nicolai e a dx Massimiliano Simoni
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Il sindaco Lombardi con Nicolai e a dx Massimiliano Simoni

Simoni: «La Versiliana non ha debiti: ecco cosa invece non torna»

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 PIETRASANTA. «Sono mesi che vengo dipinto come incompetente, fallito, incapace e me ne sono rimasto in silenzio, consentendo uno svolgimento della stagione senza polemiche. Ma adesso è tempo di parlare e di porre qualche domanda». Numeri, aneddoti, sponsor politici che vanno e che vengono, accordi con società ed una Prefettura chiamata ad intervenire: Massimiliano Simoni, ex presidente di Versiliana e Pucciniano, racconta la sua verità.  Verità su passato e presente del Festival contrapponendola ad un'altra verità, quella dell'attuale dirimpettaio di ruolo sempre in Versiliana, Manrico Nicolai.  Debiti? «Dicono Nicolai e il sindaco Domenico Lombardi che hanno trovato una perdita di 740 mila euro nei conti della Fondazione: ma per favore, al bando le chiacchiere Da Provincia, Ministero e Comune Forte dei Marmi vantavamo crediti per 250 mila euro, altri 130 mila erano dovuti da privati e attenzione parlo di crediti esigibili. Così come ci spettavamo 180 mila euro alla voce Iva e ancora 250 mila euro dal Comune di Pietrasanta. Il totale fa 810 mila euro: di quale buco stanno parlando? Nicolai piange miseria per ottenere denaro e contributi vari, questa è la verità: facciamo un confronto pubblico e vediamo chi ha ragione».  Eredità. «Quando sono arrivato in Versiliana, nel 2000 - prosegue Simoni - non esisteva un teatro, che si doveva noleggiare al costo di 160 mila euro a stagione, i camerini erano in lamiera, per non parlare dei servizi igienici e del resto. Ho lasciato un teatro nuovo, a norma e pagato, Villa e Fabbrica dei Pinoli, a norma e pagate, i camerini degli artisti completamente rifatti. Ho lasciato una Ferrari con la benzina dentro: se poi qualcuno si è "succhiato" la benzina, ci posso fare ben poco. Viceversa quando sono subentrato a Nicolai, al Pucciniano, nel 2008, ho dovuto fare i conti con le conseguenze dell'acquisto di un teatro che neanche una città come Milano può permettersi: mutuo sul teatro, mutuo su Villa Caproni, mutuo sul porticciolo, per una perdita secca di 1 milione e 400 mila euro. Fino ad oggi il Pucciniano è stato salvato dai fondi ministeriali trovati dal sottoscritto, grazie all'impegno di Altero Mateoli: venendo meno questi fondi il Festival è destinato a chiudere. Se accadrà, sappiamo già chi dover ringraziare».  Corte dei Conti. «Manrico Nicolai è stato condannato a pagare 75 mila euro per danno erariale, dalla Corte dei Conti, sempre per la sua gestione al Pucciniano: il sottoscritto, al contrario, non ha subito alcuna condanna. Nonostante questo sono costretto a sorbirmi prediche e consigli di buona amministrazione proprio da Nicolai: ma stiamo scherzando?»  Proietti. «Sul record di 112 mila euro d'incasso dello spettacolo di Proietti ho un dubbio: per arrivare a tale introito bisogna aver venduto biglietti mediamente da 90-100 euro a testa moltiplicati per 1200 spettatori, il massimo consentito. Delle due l'una: o si è fatto uno spettacolo per soli danarosi - complimenti a chi fa politica di sinistra accessibile a tutti - oppure ancora si è andati oltre la massima capienza consentita. In questo caso quando sarebbe stata data la deroga? Faccio domanda che si renda nota il C1, il borderò degli incassi dettagliati della serata».  Prefettura. «La modifica, sostanziale, dello statuto della Fondazione Versiliana, necessitava, a mio avviso, vista l'evidenza pubblica, di un passaggio in consiglio comunale. Non è stato fatto: una scelta rischiosa quella del sindaco Domenico Lombardi. Ritengo doveroso, a questo punto, un intervento della Prefettura».  Mediaset e tessere. «Manrico Nicolai è grande amico di Bruno Ermolli, uomo definito da tutti vicinissimo al premier Silvio Berlusconi. Niente di male, per carità, ma Ermolli, quando Nicolai era presidente del Pucciniano, ricopriva un ruolo di rilievo nel contesto del Festival Nel 2008,, con il successo del Pdl a Viareggio, Ermolli fece grandi pressioni per mantenere Nicolai alla presidenza, a scapito del sottoscritto che poi alla fine, nonostante le varie intercessioni, comprese quelle del Ministro Bondi sempre a favore di Nicolai, ricoprì come da accordi tale carica. Non dimentico che proprio Nicolai, pur di mantenere il ruolo di presidente, era pronto a prendere anche la tessera del Pdl, come molti ben sanno. Oggi Mediaset, grazie proprio all'amicizia fra Nicolai ed Ermolli, è sbarcata in Versiliana e Nicolai "ripaga" sempre Ermolli ospitando Il Fatto, giornale storicamente anti-berlusconiano. Qualcuno informi Ermolli di questo appuntamento, magari potrebbe farlo il suo stesso amico e pupillo, Manrico Nicolai».

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